Cecilia D'Elia

“Possiamo, anche in questi giorni difficili della seconda ondata in cui la priorità è contenere la diffusione del virus, indicare una direzione di cambiamento del modello sociale e produttivo. Le donne devono essere protagoniste di questo cambiamento. Con questo spirito come Conferenza delle democratiche abbiamo portato alla direzione nazionale del Partito Democratico un nostro testo sull’uso delle risorse del Recovery Fund, che guarda anche alla richieste che in questi giorni hanno rivolto al governo tante associazioni di donne. Abbiamo chiamato tutto il partito all’impegno contro le disuguaglianze di genere e per il protagonismo delle donne”. Così Cecilia D’Elia, portavoce della Conferenza delle donne democratiche, commenta l’approvazione in direzione di un ordine del giorno per un piano nazionale per l’occupazione femminile al centro dell’utilizzo del Recovery Fund.

 

“Siamo il Paese con il tasso di occupazione femminile tra i più bassi d’Europa. L’Istat ci dice che sono appena stati persi ottocentoquarantamila posti di lavoro, in gran parte nei servizi, giovani e donne. Promuovere davvero l’occupazione femminile richiede una visione di sistema – spiega D’Elia – politiche che liberino il tempo delle donne, che trasformino l’organizzazione sociale e significa ragionare in termini di impatto di genere delle politiche. Il Partito democratico si fa dunque promotore di Piano per l’occupazione femminile, che riguarda tutti e ha bisogno di politiche globali, di investimenti nelle infrastrutture sociali, di lotta agli stereotipi.

 

Chiediamo che metà delle risorse siano impegnate in progetti che promuovono occupazione femminile e diritti delle donne – sottolinea l’esponente dem – che vada garantita una presenza adeguata di competenze femminili nella governance della gestione del Recovery Fund e che ci sia un meccanismo di valutazione dell’impatto di genere su tutte le linee guida del Recovery.

Proponiamo un Piano nazionale di misure per il sostegno e l’incentivazione del lavoro femminile, un Fondo permanente per l’imprenditoria femminile, strumenti per affrontare la lotta contro le differenze di genere nelle retribuzioni e nelle carriere e l’empowerment delle donne nel lavoro, una riforma del congedo di paternità, elevando da sette giorni a tre mesi il congedo di paternità obbligatorio, un Piano “Nidi” per aumentare i posti fino al 60%, colmando così un divario fra l’Italia e il resto d’Europa e in Italia fra Nord e Sud del Paese, garantire la copertura 100% scuola dell’infanzia, in tutto il territorio nazionale e aumentare il tempo della scuola primaria, raddoppiando il tempo pieno, promuovere le materie STEM tra le ragazze; attivare misure finalizzate alla riduzione del “digital divide” che ancora oggi penalizza le donne, in particolare nelle aree più svantaggiate del Paese. Le donne sono in prima fila nella tenuta del Paese – conclude D’Elia – ma rischiano di pagare il prezzo più alto della crisi. Non possiamo permettercelo. Ne va del futuro dell’Italia”.