“Il Rapporto di Unioncamere sull’imprenditoria femminile conferma le potenzialità di questo settore e nello stesso tempo i ritardi e le difficoltà che ancora vive, ancor di più oggi. Sono le imprese femminili ad aver pagato il prezzo più grande della crisi e a subire un rallentamento a causa dell’emergenza covid-19. Ma l’Italia ha bisogno di più occupazione femminile. Più attente al green e al welfare aziendale, le imprese femminili si concentrano però in settori cosiddetti a bassa innovazione e scontano maggiori ostacoli nell’accesso al credito. Dato importante è il crescere nella fascia giovanile delle startup al femminile.

 

L’Italia ha bisogno di più occupazione femminile. È tempo che l’Italia rinnovi il suo impegno a sostegno di questo mondo

 

È tempo che l’Italia rinnovi il suo impegno a sostegno di questo mondo, fermo alla legge 215 del 1992 non più operativa. È importante che il governo, con le parole della ministra Bonetti e del sottosegretario Manzella, abbia dichiarato l’intenzione di sostenere e incentivare la presenza delle donne nelle PMI, rinnovando gli incentivi, promuovendo la formazione e dando supporto tecnico alle imprese femminili. È il modo giusto per fare delle donne, che hanno retto la crisi e sono state in prima fila nell’emergenza, le protagoniste della ripartenza anche in un settore strategico come quelle delle PMI”. Lo scrivono in una nota congiunta la portavoce della conferenza nazionale delle donne democratiche, Cecilia D’Elia, e Stefania Gasparini, responsabile del dipartimento Pmi del Partito Democratico.