legge femminicidio orfani
Imagoeconomica

«Sono sicura che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ascolterà la voce dei figli di Marianna Manduca. Ha sempre dimostrato grande attenzione alla tragedia del femminicidio e ai bisogni dei figli delle donne uccise. Qui siamo di fronte a una enorme ingiustizia». Francesca Puglisi, sottosegretaria al ministero del Lavoro e alle Politiche sociali, è stata la prima presidente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio del Senato. Tra le prime a chiedere pubblicamente, nel 2017, a Palazzo Chigi, di non fare appello contro gli orfani di Marianna. «E sembrava davvero che la presidenza del Consiglio avesse rinunciato».

 

Invece cosa è successo?

«È successo che nonostante gli impegni presi pubblicamente, anche con un comunicato, il processo è andato avanti. Fino alla scandalosa sentenza di un anno fa».

 

La sentenza che ha richiesto agli orfani di Marianna Manduca il risarcimento che era stato loro accordato in primo grado.

«Un risarcimento, attenzione, deciso perché quei magistrati, cioè lo Stato, non avevano dato ascolto alle denunce di Marianna. Noi avevamo definito storica quella sentenza di primo grado, finalmente venivano riconosciute le responsabilità di una Giustizia che troppo spesso non crede alle dorme, troppo spesso lascia inascoltate le denunce. Un risarcimento minimo rispetto alla tragedia di quei ragazzi, ma comunque un segno».

 

Poi la doccia fredda.

«Vedere lo Stato che fa appello contro tre orfani di femminicidio è veramente grottesco. Ma allora, era agosto del 2017, protestai pubblicamente insieme a molte associazioni di donne, contro quella decisione. E da Palazzo Chigi arrivò un segnale».

 

Quale?

«Un comunicato in cui la Presidenza del Consiglio chiedeva all’Avvocatura dello Stato di trovare una soluzione della vicenda, fino ad arrivare, lo ricordo, alla sospensione di qualsiasi azione giudiziaria».

 

In pratica lo Stato chiedeva ai propri avvocati di non appellarsi contro il risarcimento.

«Sì. Ma non è avvenuto. Colpevolmente. Teniamo poi conto che nella vicenda di Marianna Manduca, come in quelle di tante altre donne uccise, c’erano stati altri clamorosi errori giudiziari».

 

L’affido dei figli?

«Vi sembra possibile che un tribunale possa decidere, in una causa di separazione, di affidare i figli a un padre violento, drogato, che minaccia ogni giorno di morte la propria moglie e madre di quei bambini? Eppure è avvenuto a Marianna Manduca e accade sempre più spesso. Infatti l’attuale commissione d’inchiesta sul femminicidio, la cui presidente è Valeria Valente, sta facendo un’indagine proprio su queste storture. Per cui un uomo condannato per violenza in famiglia dalla giustizia penale, possa poi avere l’affido dei figli dal tribunale civile».

 

Marianna è stata assassinata a pochi giorni dall’udienza che finalmente avrebbe riaffidato a lei i bambini.

«Un femminicidio annunciato, in tutti i sensi. Per questo confido che i giudici della Cassazione decidano con saggezza. Riconoscano gli errori e il calvario di Marianna. Non confermino la sentenza che impone ai suoi figli, e ai genitori adottivi che con enorme coraggio li hanno accolti e cresciuti, di restituire il risarcimento».

 

Il giudice che ha emesso la sentenza ha definito “inevitabile” il femminicidio di Marianna. Il suo assassino sarebbe stato così determinato a ucciderla. E, sostiene, nel 2007 non c’erano misure che potessero impedire l’avvicinamento a Marianna.

«Queste sono le parole di una resa. Come fa la Giustizia a definire inevitabile un reato?».