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La discussione sulla governance del Recovery non lasci indietro le donne.
Il Paese versa in una situazione difficile e la politica è chiamata a fare scelte che siano all’altezza del compito che le compete.  Next Generation EU: il nostro futuro è lì.
Come lo immaginiamo, come lo progettiamo; che Paese vogliamo per i nostri figli. Queste le domande a cui rispondere.
Le discussioni di questi giorni, sulla governance di ciò che dovrà portarci nel futuro, non considerano a sufficienza le donne. Un copione già visto con le task force nominate in primavera”.

Così in una nota Valentina Cuppi, presidente Partito Democratico, e Lucia Bongarzone, Responsabile Dipartimento Pari Opportunità PD.

“Il confronto politico sulla governance – proseguono Cuppi e Bongarzone – si sta sempre più trasformando in uno scontro sulla gestione del potere.
Eppure stiamo parlando del nostro futuro, stiamo ridisegnando il Paese.
Quale futuro per chi è senza lavoro, per le generazioni NEET, come affrontare le crescenti disuguaglianze, i numeri delle nuove povertà, in che modo ripensare l’economia attraverso il digitale e la sostenibilità ambientale, come eliminare le disparità tra donne e uomini.
Questi sono alcuni dei temi centrali su cui si deve ragionare e progettare per costruire il futuro, ma le nostre proposte non saranno mai davvero efficaci se nella discussione mancherà la voce delle donne: il nostro punto di vista.
Quale paese potremo mai ridisegnare se terremo fuori ancora una volta le competenze e le esperienze delle donne? Come potremo pensare di affrontare le sfide della parità di genere con risorse non all’altezza?
La sfida è grande, enorme e presuppone una progettazione, di azioni e risorse, in grado di investire sul futuro. Una risposta eccezionale ad una situazione eccezionale.
Non permetteremo, in alcun modo, che la politica perda questa sfida, lasciandola, ancora una volta, camminare zoppa, su una sola gamba”.