Cecilia D'Elia

“La parità di genere come uno degli assi strategici dell’agenda del Governo 2021-2023, a partire dall’utilizzo delle risorse del programma Next Generation EU, questa la prima delle proposte portate dal Pd e dalle democratiche al tavolo della maggioranza. Il protagonismo delle donne, la promozione dell’equilibrio di genere nei luoghi della decisione, gli investimenti in infrastrutture, lo sviluppo dell’occupazione femminile, dell’imprenditoria delle donne attraverso un Fondo dedicato, la lotta agli stereotipi sono la cifra della nuova stagione che il Pd vuole costruire. Per questo è fondamentale che anche nella gestione di Next Generation EU ci siano le competenze femminili, in ruoli di direzione. Come chiedono anche tante associazioni.” Lo afferma Cecilia D’Elia, portavoce della Conferenza nazionale delle donne Pd.

 

“Le donne – continua la D’Elia – rischiano di pagare il prezzo più alto di questa crisi e della recessione che ne deriva, il tasso di occupazione femminile, già tra i più bassi d’Europa è ulteriormente sceso. Abbiamo bisogno che l’occupazione femminile sia un grande obiettivo nazionale condiviso, sapendo che richiede una visione di sistema, politiche che trasformino l’organizzazione sociale e che ci sia la valutazione dell’impatto di genere in tutte le fasi progettuali delle politiche.

Va promossa una nuova cultura attenta alle differenze, che permetta a donne e uomini, fin da bambine e bambini, di imparare ad esprimere la propria libertà in tutti gli ambiti. Tra le nostre proposte che l’indennità versata per retribuire l’assenza obbligatoria di 5 mesi per maternità sia tutta a carico della fiscalità generale. Decisivo nei prossimi anni inoltre sarà promuovere un nuovo welfare di comunità, – continua D’Elia – investire nelle infrastrutture sociali, per liberare il tempo delle donne. Vogliamo realizzare un grande piano per i nidi, colmando così un divario fra l’Italia e il resto d’Europa e in Italia fra Nord e Sud del Paese.

Un grande piano per i servizi educativi 0-3 anni rafforza il sistema integrato 0-6, riducendo le disuguaglianze fra bambini, sostenendo il desiderio di maternità e di paternità, creando occupazione. È necessario rendere compatibili i tempi della vita e del lavoro. Per sostenere la condivisione del lavoro di cura e familiare chiediamo che venga portato a tre mesi il congedo di paternità. Già nella discussione di questa manovra di bilancio abbiamo presentato emendamenti perché vengano aumentati gli attuali sette giorni. Sono tutte questioni che attengono a un nodo strategico del futuro del paese e alla qualità del nostro vivere comune, su cui si misurerà la qualità dell’azione del governo.”