L’assemblea del Senato ha approvato due mozioni, una unitaria a prima firma Valeria Fedeli, per il contrasto del fenomeno del matrimonio forzato, note come “mozioni contro le spose bambine”.

 

La mozione unitaria (numero 637) impegna il governo ad atttivarsi nelle sedi istituzionali per il rispetto della Convenzione per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza; ad assumere iniziative per dare attuazione alla risoluzione delle Nazioni Unite “Child, early and forced marriages”; a valutare con il Parlamento l’introduzione nell’ordinamento di una nuova fattispecie delittuosa.

 

“Oggi è stata votata all’unanimità dal Senato la mozione 1-00637 contro i matrimoni precoci e forzati. Il testo impegna il Parlamento e il Governo in questa battaglia contro una pratica vile e disumana che riguarda milioni di bambine e ragazze che vengono vendute, costrette, private della libertà di scelta e che, spesso, vengono sottratte al loro naturale percorso di crescita, abbandonano la scuola, restano incinte, con tutti i problemi che, in un corpo non adatto, la gravidanza precoce ha sulla madre e sul bambino. – così la Vice Presidente del Senato Valeria Fedeli, che aggiunge – Ringrazio chi ha sostenuto la mozione che ho presentato, e sono felice che la Politica su queste questioni riesca ad essere unita e a fare battaglie di civiltà condivise.

Dobbiamo ora attivarci: informando, sensibilizzando, mobilitando le coscienze, mostrando la nostra vicinanza e adottando misure legislative in Italia e piani specifici di cooperazione nei Paesi dove queste pratiche ancora esistono. È per loro, per ogni bambina e ragazza che soffre e subisce violenza, in Italia e nel mondo, che dobbiamo agire. Il rispetto dei diritti umani deve, sempre e ovunque, essere una priorità condivisa per Istituzioni e politica, per tutte e tutti noi.”

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“Approvando questa mozione, noi chiediamo che siano promosse e rafforzate la tutela dei diritti e la parità di genere, i diritti umani delle donne e delle ragazze e il loro empowerment in tutti i settori, il loro rafforzamento, la loro forza”.

Lo ha detto la senatrice Giuseppina Maturani, vice presidente del gruppo Pd, firmataria della mozione trasversale sul contrasto al fenomeno del matrimonio forzato.

“Le Spose bambine – ha sottolineato Maturani – sono bambine cui sono sottratti nell’età più vulnerabile tutti i diritti: il diritto all’infanzia, al gioco, alla spensieratezza, all’istruzione, alla possibilità di scegliere, di amare, di decidere della propria vita e del proprio corpo. Schiave di padri prima, di mariti, ma anche di suocere e cognate poi.

Un fenomeno che interessa anche il nostro Paese, dove i dati, pochi e non ufficiali, parlano di 2 mila ragazze, costrette a sposarsi spesso ritornando nei Paesi d’origine. Molti gli impegni internazionali sottoscritti in questi anni ultimi in ordine di tempo la risoluzione adottata dall’Onu Il 18 dicembre 2014, che è stata definita «storica» da osservatori e da esperti del settore e la risoluzione del Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite del luglio 2015 per la messa al bando dei matrimoni precoci e forzati”.

“Ma questa mozione – ha sostenuto Maturani – chiede di più, un impegno politico e culturale per scardinare il principio secondo cui i diritti di una donna, di una bambina, di una minore, delle minoranze etniche valgono meno del diritto di altri. Chiede che la politica scelga l’imperativo categorico dell’etica e di continuare l’impegno internazionale per riuscire ad ottenere la fine di un fenomeno che imprime violenza sul corpo delle bambine e ne segna la vita per sempre, determinandone anche in molti, troppi casi, la morte. Chiede che nessuno si volti dall’altra parte dinnanzi ai bambini nati da queste unioni violente, perché saranno uomini e donne di domani destinati ad una vita precaria ed infelice. Ancora di più chiede al nostro Paese di dotarsi di una normativa nuova che prenda atto che l’altrove oggi è qui”.

“Una mozione – ha concluso Maturani – che interpella le nostre coscienze e il nostro senso delle istituzioni e della politica come servizio alla società umana tutta”.

“La piaga dei matrimoni precoci e forzati è una terribile violazione dei diritti umani delle bambine, È una vita rubata che spezza la possibilità di decidere il proprio destino e di migliorare il proprio futuro, che blocca un percorso scolastico e che compromette la loro salute psico-fisica”. Lo dice la senatrice Donella Mattesini, capogruppo Pd in commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza, intervenendo in Aula nel dibattito sulle mozione di contrasto al fenomeno dei ‘matrimoni forzati’.

“Ogni anno – sottolinea Mattesini – sono 70mila le bambine che muoiono per cause legate alla gravidanza precoce. I paesi in cui è massicciamente praticato il matrimonio forzato sono anche i paesi in cui è elevatissimo il ricorso alla pratica dell’infibulazione. Le conseguenze del matrimonio precoce va oltre le vite delle SPOSE bambine colpendo anche le generazioni successive alla loro. I figli di una madre analfabeta, non avranno a loro volta un facile ingresso nella scuola, la abbandoneranno facilmente, si sposeranno giovani ed inizieranno così un nuovo circolo vizioso di povertà e di negazione dei fondamentali diritti umani.

Noi vogliamo spezzare questo circolo vizioso restituendo alla bambine il loro diritto ad essere bambine e di crescere diventando donne libere e autonome. La comunità internazionale – aggiunge – si è impegnata a mettere fine ai matrimoni precoci entro il 2030, ma se il trend attuale continuerà, nel 2030 avremo 950 mln di SPOSE bambine. Serve quindi una grande battaglia in primo luogo culturale e serve non chiudere gli occhi sui casi di matrimonio forzato che accadono anche nel nostro Paese come ci segnalano tante associazioni. Ci vuole un assunzione di responsabilità collettiva anche attraverso l’approvazione della legge sulla cittadinanza il proseguimento della cooperazione internazionale e la promozione di adozioni a distanza”..

“Questa mozione – sostiene Mattesini – è importante perché impegna il governo ad attivarsi nelle sedi internazionali per garantire il rispetto della convenzione dell’infanzia e dell’adolescenza e per chiedere di configurare il matrimonio forzato quale nuova fattispecie delittuosa. A questo proposito rivolgo un appello al governo perchè sostenga la battaglia di Amnesty international per salvare dalla Pena di morte Zeinab Sekaanvand, una delle15 mln di SPOSE bambine condannata perché a 17 anni avrebbe ucciso il marito dopo mesi di violenza fisica e psichica. Sarebbe un importante atto da parte del governo e un segnale significativo di una presa di coscienza collettiva contro una terribile violazione dei diritti delle bambine”, conclude la senatrice PD.