Cecilia D'Elia
Foto Immagoeconomica

“Le motivazioni della sentenza di Torino, per come ci arrivano riportate dalla stampa, che ribaltano il giudizio di primo grado di condanna per violenza, perché la vittima “alterata dall’alcol” avrebbe in realtà consentito al rapporto, lasciano attonite. Ancora dobbiamo difendere la credibilità della parola femminile. Ancora dobbiamo fare i conti con i tentativi di scaricare sulle donne la colpa della violenza. Serve una norma che stabilisca in modo chiaro che quando non c’è consenso è violenza, c’è un testo al Senato presentato da Valeria Valente che vogliamo venga approvato. Urge davvero cambiare la cultura di chi giudica. Passi avanti sono stati fatti, ma ancora tanto resta da fare.”

Lo afferma Cecilia D’Elia, responsabile Parità nella segreteria Pd e portavoce nazionale della Conferenza delle donne democratiche.