Il Women new deal non è un piano delle donne per le donne, ma un progetto di trasformazione pensato soprattutto da donne per una società ed un sistema più giusto per tutte e tutti.

 

L’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha ulteriormente evidenziato le distorsioni, le iniquità e le discriminazioni presenti nel mondo del lavoro e nella nostra società. Queste incidono negativamente non solo sulla vita delle persone, ma anche sulla qualità del nostro sistema socioeconomico e sulle prospettive di crescita del Paese. Per questo, a partire dalla valorizzazione di talenti e competenze femminili, dobbiamo cambiare modello di sviluppo, facendo della cura e del benessere delle persone, dell’ambiente, della società, gli investimenti principali delle risorse straordinarie che Italia ed Europa stanno mettendo in cantiere. Fondamentali sono quelli in infrastrutture sociali: scuola, sanità, servizi di assistenza, asili nido, diventano centrali sia come emblema di un nuovo modello di sviluppo che metta al centro la cura delle persone, sia in termini di creazione di posti di lavoro, soprattutto per le donne.

In questa direzione si muove il Women new deal.

 

Potere alle donne: vere politiche di empowerment femminile e di mainstreaming, che contemplino e facilitino la rappresentazione delle diversità, in primis quella multiculturale.

 

Per l’occupazione femminile. Nel nostro Paese lavora solo il 49 per cento delle donne contro una media europea del 63. Occorrono quindi politiche che liberino il tempo delle donne, che trasformino l’organizzazione sociale. Eliminare il gender pay gap; sgravi contributivi per l’assunzione di donne; sostegno alla nascita di start-up e di imprese femminili anche attraverso agevolazioni nell’accesso al credito, attraverso un Fondo permanente per l’imprenditoria femminile; un piano di assunzioni in settori chiave del sistema pubblico italiano nei quali sono occupate soprattutto donne: sanità, istruzione, cura.

 

Un Paese che si prende cura. Investire sulla cura delle persone è una delle lezioni che ci viene dal Covid. Ma la cura delle persone deve essere un tempo pubblico, ingrediente della crescita economica, del benessere sociale. Quindi sostegno alla genitorialità, alla vita famigliare, alla condivisione e la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro per le donne e gli uomini; piano per gli asili nido; 3 mesi il congedo obbligatorio di paternità, innalzare la percentuale di retribuzione spettante per i periodi di congedo parentale facoltativo, con un ulteriore incentivo per favorire l’alternanza fra i genitori; Piano nazionale per rendere gratuite tutte le spese sostenute nei primi 1000 giorni di vita dei bambini.

 

Per il benessere di tutte e tutti. Il Covid19 ha messo in evidenza l’importanza della rete integrata dei servizi sociali. Occorrono: la definizione di un aggiornato Piano Sociale Nazionale che sia costruito con la partecipazione dei Comuni, delle Regioni e del Terzo Settore; definizione dei Livelli Sociali Essenziali; Welfare collaborativo, di comunità, nuove forme di integrazione tra servizi pubblici, privato sociale e reti sociali circostanti.

 

Un Paese che educa e comunica. Bisogna investire sull’educazione al rispetto e sulla valorizzazione delle diversità sin dalla scuola dell’infanzia. Una didattica che valorizzi la persona, contrastando discriminazioni e stereotipi; Programmi di Orientamento; investimenti per assicurare una adeguata rappresentanza, a tutti i livelli, delle differenze.

 

Per la prevenzione ed il contrasto della violenza maschile contro le donne. Valorizzazione dell’esperienza dei centri antiviolenza che da ormai trent’anni hanno dato voce alle donne e svelato il vero volto della violenza, sensibilizzato il paese, strutturato reti territoriali e percorsi di uscita dalla violenza, di sostegno all’autonomia e all’indipendenza economica per le donne in condizioni di particolare fragilità.

 

Città a misura di tutte e tutti. I tempi di vita, il tempo da dedicare alla cura delle relazioni, alla vita sociale, non può essere sussunto dal lavoro. Va incentivata la creazione di Piani Regolatori dei Tempi delle città per offrire durante tutta la giornata opportunità di vita sociale, culturale ed economica.

 

La progettazione della ripartenza dell’Italia deve essere un’occasione di rinascita, di cambiamento e di innovazione, ed è quindi assolutamente prioritario che venga contaminata in modo virtuoso da un pensiero femminile e femminista, da una visione multiculturale ed inclusiva di tutte le diversità. Il Women new deal vuole essere un contributo al cambio di rotta e di prospettiva, perché crediamo che solo valorizzando le donne si potrà concretizzare quel cambiamento più volte evocato.

 

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