“Un lockdown generale va evitato in ogni modo ma faremo tutto quello che serve per proteggere la salute delle persone. Mi auguro che anche l’opposizione sia responsabile. L’invito del presidente Mattarella alla coesione non è un appello ai buoni sentimenti, ma è una necessità per uscire tutti insieme fuori da una situazione dalle conseguenze inimmaginabili”. Lo afferma Enzo Amendola, ministro per gli Affari Europei, in una intervista ad Avvenire.

In merito al Recovery fund europeo, il commissario Gentiloni, nei giorni scorsi, è tornato a sollecitare i progetti italiani: “Seguiamo le indicazioni della Commissione che prevedono il dialogo con Bruxelles da qui a dicembre e la presentazione dei piani tra gennaio e aprile. Altre date al momento non ci sono. A tutti quelli che dicono all’Italia ‘fai presto, fai prestò, rispondo che stiamo facendole cose per bene anziché ricorrere a slogan”.

All’accordo sullo stato di diritto Orban si oppone con la minaccia di veto al bilancio Ue.

“Giovedì è arrivata la fumata bianca dal “trilogo” sullo stato di diritto fra Commissione, Parlamento europeo e Consiglio. Il premier ungherese Orban può minacciare di non accettare l’accordo, ma l’Ue non rinuncerà ai propri valori fondanti. Il negoziato col Parlamento sul bilancio ’21-27 è ripreso questa settimana e si sta trattando per raggiungere un’intesa e avviare rapidamente i processi di ratifica nazionali”.

Poi spiega quali saranno i progetti-gioiello dell’Italia per l’uso del Recovery. “La povertà, acuita dalla pandemia, è una minaccia alla tenuta del Paese. Non a caso, la coesione sociale è il terzo grande filone dopo green e digitale. Significa interventi dall’housing sociale al potenziamento dei servizi alla persona, fino alle azioni di rigenerazione urbana. In particolare, abbiamo pensato a investimenti per l’edilizia pubblica a sostegno delle persone in condizioni di marginalità sociale, ma anche a strumenti di conciliazione con la vita lavorativa delle mamme e dei papà attraverso il rafforzamento degli asili nido“.

Quanto al lavoro, “sono consapevole delle difficoltà di lavoratori e famiglie, il governo sta già predisponendo gli strumenti necessari per sostenere le attività economiche colpite. Il Piano di rilancio, poi, prevede un pacchetto di interventi sulle politiche attive del lavoro che hanno come obiettivo principale donne e giovani. I fondi saranno destinati ad apprendistato, decontribuzione per le nuove assunzioni, lotta al sommerso, sicurezza e formazione.

Per quanto riguarda poi la cosiddetta ‘cassa integrazione europea‘, vediamo che Sure è servito ad aggredire la crisi. Se la Commissione pensasse a uno Sure 2 sarebbe positivo. Non vanno messi in soffitta gli strumenti che hanno funzionato”, ha concluso Amendola.