“Non è accettabile che i giovani professionisti non abbiano alcuna tutela per la maternità, che le indennità arrivino quando ormai è troppo tardi.

Presenterò un’interrogazione al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e al ministro del Welfare, Giuliano Poletti, per capire se, come e quando il Governo interverrà”.

E’ quanto scrive su Facebook il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, che pubblica una lettera di una giovane veterinaria.

“Ho ricevuto la lettera che segue – spiega Anzaldi – da Angelo Troi, presidente del Sindacato Italiano Veterinari Liberi Professionisti (SIVeLP). L’ho trovata non soltanto molto toccante, ma anche una denuncia alla quale credo che le istituzioni debbano dare assolutamente una risposta. In queste settimane si è parlato molto di fertilità, di figli, anche a seguito della discussa e discutibile campagna del ministero della Salute: ecco un caso che fa entrare nel merito della questione più di qualsiasi campagna”.

“Sono una giovane collega di 28 anni – è scritto nella lettera pubblicata da Anzaldi – iscritta all’Ordine dei Veterinari. Questo è il mio terzo anno di lavoro come collaboratrice in strutture ambulatoriali veterinarie che si occupano di piccoli animali. Sono incinta, dovrei partorire fra 28 giorni come data presunta del parto. Dal 1 settembre non lavoro per questioni di salute, e quest’anno ho dovuto, per forza di cose, rallentare un po’ i miei ritmi lavorativi a causa della gravidanza, con conseguente riduzione del mio reddito. Sono in questo momento oberata dal pagamento dei contributi e delle imposte di reddito sulla dichiarazione 2015. Ero in arretrato sia per il pagamento dell’ordine che per 3 mensilità dei contributi 2016. I soldi che guadagno, che essendo giovane collaboratrice ammontano a circa 600 o, nei periodi di maggiore attività, a 700 euro al mese, li uso per vivere”.

“A Settembre non ho proprio percepito un reddito – prosegue la lettera della giovane veterinaria – né lo percepirò ad Ottobre, Novembre, Dicembre e almeno Gennaio 2017. E mancano ancora le rate dei contributi che scadevano il 30 settembre e il 31 ottobre, ognuna da 143 euro, più le imposte di reddito del modello unico 2015 di circa 250 euro da versare entro metà ottobre e 178 euro da versare entro fine novembre. Non so come fare. Chiedo all’enpav l’indennità di maternità, che mi verrà pagata chissà quando nel 2017, poiché il bambino nasce dopo il 1 ottobre 2016. Ma ovviamente per averla devo essere in regola con i contributi. Mi chiedevo se ci fosse la possibilità di sospenderli, perché per me attualmente sono un salasso.

In che modo posso essere tutelata da questo punto di vista? Al corso preparto ci hanno parlato dei diritti della mamma lavoratrice dipendente, e persino della mamma disoccupata. Entrambe le categorie in caso di maternità sono più tutelate di noi libere professioniste. Addirittura, una disoccupata accede a due assegni, uno comunale e uno statale, più il bonus bebé di Renzi, cosa che io non ho diritto ad avere per quanto riguarda i primi due, e per quanto riguarda il terzo, non so se con l’ISEE irrisorio che serve riesco ad ottenerlo. E la disoccupata non ha mai versato 1 euro allo Stato. Cosa devo fare?”.