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“Aveva 23 anni Luana. E non si può morire così giovane sul lavoro. Anzi, non si deve mai morire sul lavoro. Morire a 23 anni, con un bambino appena nato, non è solo tragico, è devastante. La morte di questa ragazza, di questa lavoratrice, apre una voragine in tutte e tutti noi”, dichiara in una nota la presidente del PD Valentina Cuppi.

 

“Non basta esprimere vicinanza ai familiari, dobbiamo batterci per far sì che quanto accaduto non succeda mai più, che davvero smetta di accadere, dobbiamo batterci affinché si torni a parlare di sicurezza sul lavoro, ad agire concretamente per garantirla, aggiornando la normativa in merito. Lo si deve alle lavoratrici e ai lavoratori del Paese. Alla famiglia di Luana, le più sentite condoglianze”.

 

“Per una volta, allora, non limitiamoci ad aggiornare il triste elenco di morti, che chiamano “bianche” e invece sono nere come la nostra vergogna.
Abbiamo i livelli di mortalità sui luoghi di lavoro più alti d’Europa. Siamo ai livelli dei primi del Novecento. Con la pandemia, il numero di morti sul lavoro è diminuito a causa del fermo delle attività economiche”, ha dichiarato Giuseppe Provenzano, Vicesegretario del PD.

“Non possiamo permettere che con la ripresa riparta questa strage quotidiana. Non c’è insicurezza più grande di uscire di casa la mattina per guadagnarsi il pane e non tornare la sera dalla propria famiglia, dalla propria bambina”.

 

In Senato è istituita una commissione sulla sicurezza sul lavoro, si renda operativa e venga convocata al più presto. Il Governo dia piena attuazione al piano strategico nazionale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, con più risorse e più controlli. Combattere contro il lavoro nero e per la sicurezza nei luoghi di lavoro è una delle condizionalità per il Recovery. Sia la prima ad essere realizzata.

Investire in prevenzione, sicurezza, salute sul lavoro non è un costo, è un diritto fondamentale. E non servirebbe solo a salvare vite umane ma anche, lo dicono numerosi studi, a migliorare la produttività delle imprese.

 

Nell’era della rivoluzione digitale e dell’innovazione dei processi produttivi, la cronaca quotidiana delle morti sul lavoro è una vergogna nazionale, uno scandalo inaccettabile, non solo per i lavoratori e le loro famiglie, ma per una politica e uno Stato degni di questo nome”.