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“Venga Ghizzoni. E vengano anche gli altri. Al Pd la verità non fa paura. Ad altri a quanto pare sì. E molto”. Così  il presidente del Pd, Matteo Orfini, che in post su Facebook continua: “Noi non poniamo veti, nemmeno su richieste palesemente strumentali”.

“Tutti – scrive – dicevano che non avremmo mai istituito una commissione d’inchiesta sulle banche. E noi l’abbiamo istituita. Tutti dicevano che si sarebbe riunita a singhiozzo. E noi l’abbiamo fatta riunire con una frequenza mai vista prima”.

Audizione di Ghizzoni in Commissione

“Tutti dicevano che non avremmo consentito di approfondire la vicenda del Monte dei Paschi. E noi abbiamo approfondito tutta la storia di quella banca e continueremo a farlo.

Tutti dicevano che non saremmo mai arrivati a parlare di Etruria – prosegue – e noi siamo arrivati a parlare di Etruria, dimostrando che la bancarotta non nasce dal Pd come sa perfettamente chi mantiene un minimo di onestà intellettuale”.

E ancora, Orfini puntualizza: “Tutti dicevano che mai avremmo accettato di chiamare in audizione Ghizzoni. E, pensate un po’, ieri per l’ennesima volta ho ribadito che non abbiamo alcun problema a farlo perché nessuno, né Maria Elena Boschi né altri esponenti del governo, hanno mai esercitato su Ghizzoni o su altri banchieri alcuna pressione.

“Mi scuso con il povero Di Battista – continua ironico – per avergli con questa decisione rovinato la festa: ieri sera si era presentato insieme a un manipolo di deputati grillini sotto la sede della commissione per protestare contro il nostro veto all’audizione.

Che però non c’è mai stato. E mi dispiace per il direttore De Bortoli che, come riportano le agenzie, ieri sera era in tv a dire che il Pd si oppone all’audizione di Ghizzoni, nonostante il Pd in realtà abbia fatto esattamente il contrario.

Nessun veto neanche su richieste strumentali

Mi pare evidente che ha un rapporto travagliato con la verità, e sono certo che nella prossima puntata Bianca Berlinguer troverà modo si spiegare ai suoi spettatori che quella di De Bortoli era una bugia bella e buona”.

“Noi, a differenza di altri – sostiene l’esponente Pd – non abbiamo nulla da nascondere. E qui sta il punto. Noi non poniamo veti, nemmeno su richieste palesemente strumentali.

Altri li hanno posti alle nostre che erano tutt’altro che strumentali. Oggi noi pretendiamo, nel nome della massima trasparenza e della ricerca della verità, che quei veti cadano. Abbiamo chiesto di audire i manager delle banche venete.

Altri hanno dormito

Abbiamo chiesto di audire il procuratore di Treviso e la dottoressa Ghedini. Abbiamo chiesto di chiamare non solo Padoan, ma anche i ministri dei governi precedenti, a partire da Tremonti. Perché il nostro governo ha agito per ridurre i danni e per riformare il sistema. Altri prima di noi hanno dormito, nella migliore delle ipotesi”, conclude Orfini.

Sul tema interviene anche Franco Vazio, parlamentare Pd in Commissione d’inchiesta sulle banche “Mancanza dei controlli, sugli atti criminali che hanno truffato i risparmiatori e sui soldi dei risparmiatori e delle aziende che in presenza di una Vigilanza efficiente si sarebbero potuti salvare.

È quanto emerge dagli esposti consegnati oggi alla Commissione Banche dalle Associazione dei risparmiatori depredati di Banca Marche – Unione Nazionale consumatori Marche e dalle associazioni dei risparmiatori truffati di CariFerrara.

Ruolo di Bankitalia

Per queste associazioni la Vigilanza non ha funzionato, neppure nelle fasi commissariali e che ciò è alla base della depredazione dei risparmiatori.

Ci hanno documentato e ricordato che il Procuratore Generale della Corte di Appello di Ancona, in apertura dell’anno giudiziario 2016, aveva affermato che i soldi dei risparmiatori sono stati perduti perché “..Bankitalia non aveva fornito alla Consob le informazioni sulla situazione di dissesto in cui si trovava..” Banca Marche.

Le associazioni dei risparmiatori truffati di Carife e Banca Marche sono persuasi che anche nei periodi commissariali esistono interventi opachi e dannosi e una “ruolo” di Bankitalia – conclude – che dovrebbero essere chiariti”.