«Non c’è alcun dubbio sulla nostra lealtà su questo esecutivo, mi auguro prevalga la volontà di andare avanti anche per l’M5s», sostiene Gianni Cuperlo, ex presidente Pd ed esponente della segreteria nazionale targata Zingaretti.

E su un patto con i grillini alle Regionali aggiunge: «Non tiro nessuno per la giacca ma in un sistema a turno secco dividere il campo non è mai un bene».

 

Onorevole come vede lo stato di salute della maggioranza di governo? Continua la fuga dall’M5s e si rischia. Crede che il Pd debba dare una mano, e come, ai suoi alleati?

«Dal primo giorno abbiamo detto che il governo sta in piedi se affronta le urgenze: lavoro, scuola, salute, investimenti al Sud. Se si tratta di guadagnare tempo e allontanare le urne abbiamo già perso. La manovra è stata un passaggio fondamentale e non scontato, alle famiglie abbiamo risparmiato oltre 500 euro di aumento dell’Iva, e poi cuneo fiscale, abolizione del superticket. Il M5s è di fronte a una scelta sul proprio futuro, mi auguro prevalga in loro la volontà sincera di andare avanti, sulla nostra lealtà tutti hanno capito che si può contare».

Crede sia venuto il momento di fare una verifica o un tagliando al governo, come pure auspicava il segretario Zingaretti qualche settimana fa.

«Ma questo è già previsto e per noi non si tratta di un passo formale. Indicheremo le proposte specifiche su cui chiedere a tutta la maggioranza un impegno coerente. Il 13 e 14 gennaio riuniremo il gruppo dirigente del Pd con l’intera squadra di governo per mettere a punto un pacchetto di misure urgenti e praticabili».

Reddito di cittadinanza e quota 110 sono da ritoccare secondo alcuni democrat. I grillini però difficilmente modificheranno le norme volute con il precedente esecutivo. Devono fare uno sforzo?

«Penso si debba stare al merito e non piantare bandiere. Noi al varo di quota 100 ci siamo opposti perché vedevamo i limiti di una misura tampone e per certi versi iniqua. Noi siamo per mandare in pensione per primi quei lavoratori che fisicamente non ce la fanno più. Detto ciò non abbiamo chiesto la soppressione di quella misura ma un tagliando serio sugli effetti che ha prodotto. Lo stesso vale per il reddito di cittadinanza, una misura di contrasto alla povertà esiste ovunque in Europa e io sono per mantenerla, però separando quella norma da un piano serio di politiche attive per il lavoro. Fin qui la formula sperimentata ha ridotto la povertà senza creare lavoro, vediamo assieme come migliorare».

A inizio anno diversi nodi sono al pettine per il Pd e la maggioranza. S’inizia dalla prescrizione: martedì è fissato un vertice e Italia Viva minaccia di votare con Fi.

«Si trovi una mediazione, la prescrizione non può essere la scappatoia dai processi ma i processi non possono durare all’infinito rubando la vita alle persone».

Che obiettivo, a suo avviso, deve darsi il Pd per i prossimi mesi?

«La prima tappa è vincere le regionali in Emilia Romagna e Calabria, poi se il governo, come spero, proseguirà la sua azione avere finalmente un congresso non sul nome del leader ma sulle scelte di fondo che devono farci recuperare un legame troppe volte spezzato con la società che resiste e reagisce al declino. A Bologna nella tre giorni di novembre abbiamo cominciato a interrare alcuni buoni semi».

Politica estera: l’Italia è stata tenuta all’oscuro del raid di Trump. Pompeo ha chiamato tutti gli alleati europei ma non il nostro Paese.

«E lo trovo un fatto grave in sé, ma più grave a me pare la scelta americana di incendiare il Medio Oriente e innescare una spirale di guerra dagli esiti imprevedibili. Trump, forse per un calcolo interno, ha ribaltato gli equilibri in un’area esplosiva e purtroppo l’Europa, ancora una volta, mostra le sue divisioni e fragilità».

Regionali: crede che possa essere utile continuare a inseguire un patto con l’M5s nelle regioni al voto? O meglio aspettare il risultato dell’Emilia?

«Bonaccini e Callipo sono personalità che parlano da sé. L’uno per come ha governato la Regione con i migliori risultati sul fronte economico, della sanità e del welfare, l’altro per la sua biografia di imprenditore capace e onesto. Non tiro
nessuno per la giacca, spetta all’M5s fare le scelte che ritiene più giuste. Dico solo che in un sistema a turno secco dividere il campo non è mai un bene. Mi
piacerebbe se per una volta la generosità avesse la meglio sul protagonismo dei singoli o dei simboli».