Internet ultraveloce, un servizio universale
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“C’è un filo comune che lega le decisioni prese mercoledì sulla società partecipate dal Consiglio dei ministri e sullo sblocco dei fondi per investimenti dal Cipe: il governo Renzi lavora per sbloccare l’Italia. Garantire servizi pubblici più efficienti, che è il vero finale del decreto partecipate, e accelerare gli investimenti pubblici sono due leve fondamentali per una crescita più stabile e per creare un ambiente più favorevole per le imprese che, a loro volta, vogliono crescere investire”. Lo afferma Claudio De Vincenti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, in una intervista al Sole 24 Ore. “Sugli investimenti pubblici – aggiunge – stiamo invertendo la tendenza alla caduta e abbiamo già accelerato la spesa 2016 con le decisioni dei mesi scorsi. Le decisioni di mercoledì ci servono a consolidare questo trend di crescita oltre il 2016″.

 

“Parliamo di oltre 38 miliardi di euro che, attraverso le allocazioni definite ieri dal Cipe sulla base delle scelte proposte dalla cabina di regia del Fsc, vengono allocati, nel rispetto della ripartizione 80% al Sud e 20% al Centro-Nord, per 21,7 miliardi a infrastrutture (trasporti e banda ultralarga), per 7,6 miliardi ad ambiente, per 6,1 miliardi a sviluppo economico e produttivo e per 2,2 miliardi a turismo e cultura”. Così De Vincenti, sulla ripartizione del Cipe del Fondo sviluppo e coesione. E sottolinea che “la cabina di regia ha lavorato a creare una forte sinergia con le allocazioni già definite con la Commissione europea per i fondi strutturali: sommando fondi strutturali ed Fsc, abbiamo da qui al 2023 in totale 36 miliardi sulle infrastrutture, 20 miliardi per sviluppo economico e produttivo, i 9miliardi per politiche attive del lavoro e inclusione sociale, 12 miliardi sull’ambiente, oltre 5 miliardi su turismo e cultura”.

 

Quali impatti concreti potranno avere le decisioni del Cipe sulla crescita? “Gli impatti principali sul 2016 vengono, oltre che dalle politiche generali del governo, dalle scelte fatte dal Cipe nelle sedute dei mesi scorsi, a cominciare dalla banda ultralarga, nonché dall’accelerazione di investimenti infrastrutturali importanti – afferma il sottosegretario nell’intervista al Sole 24 Ore -. Si pensi, per fare solo alcuni esempi riguardanti il Mezzogiorno, all’Alta velocità Napoli-Bari, all’autostrada Salerno-Reggio Calabria o alla Palermo-Catania, ma molte opere sono state sbloccate anche al Centro-Nord. Si pensi anche al recupero realizzato nell’utilizzo dei fondi strutturali 2007-13 che prolunga i suoi effetti nell’anno in corso. Le decisioni di ieri cominceranno a tradursi in interventi concreti a partire dall’autunno e avranno impatti importanti soprattutto nel 2017 e seguenti”.

 

Sui Patti per il Sud che ancora devono essere firmati “posso dire che con la regione Sicilia e con la città di Cagliari siamo decisamente molto avanti, abbastanza avanti anche con la città di Messina e con la Regione Puglia, con la quale sembra ora avviato un confronto concreto su priorità finalmente indicate dalla Regione. Con la città di Napoli purtroppo il confronto deve ancora cominciare: come è evidente, è necessario per questo che il Comune si decida finalmente a interagire costruttivamente col Governo, altrimenti non si capisce come possa prendere corpo un confronto sul merito dei problemi come quello necessario a costruire un Patto”.

 

Sulla legge Madia c’è stata una battuta d’arresto sui dirigenti pubblici? “Nessuna battuta d’arresto, semplicemente ci sono ancora alcuni meccanismi di organizzazione della dirigenza da mettere a punto. Invito piuttosto a uscire dai luoghi comuni che ho trovato in alcuni commenti dei giornali: i dirigenti pubblici sono in larga maggioranza dei veri e propri ‘civil servant’ e condividono gli obiettivi di efficienza e di equità che caratterizzano la riforma”.