Per il nostro partito è stata un’estate complicata. Stavamo rinnovando il PD, costruendo un processo di ricostruzione e di allargamento del centrosinistra, un’opposizione a un governo che non faceva altro che guardare ai migranti inscenando sceneggiature macabre sulla pelle delle persone per distogliere l’attenzione dai problemi degli italiani. In piena estate, un leader politico di estrema destra mette in pericolo l’Italia. Da una spiaggia. Perché voleva “pieni poteri”.

Ci sono venuti i brividi. E per questo ci siamo battuti per evitare le elezioni. Non a tutti i costi, ma per fare un governo che cambiasse l’Italia davvero. Cioè che incidesse sui motivi che hanno reso questo Paese così diverso da come lo conosciamo.

Perché se le persone si rivolgono a destra, si fanno prendere dal clima di odio instillato da chi ci lucra, non è perché sono cattive. Ma perché sono disperate e non hanno trovato in noi un riferimento credibile.

Molti avranno visto “Joker”. E avrà visto quanto la devianza sociale, la marginalità, la ghettizzazione delle persone possa sfociare in violenza, cattiveria e quanto possa suscitare consenso.

Abbiamo ereditato un fardello enorme, un Paese in stagnazione economica, le clausole di salvaguardia più alte di sempre (23 miliardi nel 2020 e 29 miliardi dal 2021). E noi volevamo però dare ossigeno agli italiani. Una corsa in salita.

Però oggi possiamo dire che, nonostante questo, abbiamo iniziato un cammino per rendere l’Italia più giusta, più verde, più competitiva.
Abbiamo bloccato l’Iva. Non era scontato.

Ma non ci bastava. Le diseguaglianze sono enormi, serviva di più. Per questo ci siamo battuti per raggiungere un primo, non ancora sufficiente ma importante, risultato: con la manovra taglieremo le tasse sui lavoratori e aumenteremo le buste paga. Tre miliardi nel 2020 e cinque miliardi dal 2021. Soldi che andranno nelle tasche dei lavoratori. Lo avevamo promesso e lo abbiamo realizzato.

Lottare contro le diseguaglianze significa dare la possibilità a chiunque di studiare, dalla culla alla laurea. Con la manovra facciamo un primo passo: abbiamo reso gratuiti gli asili per i bimbi delle famiglie a reddito basso e medio. Ci batteremo per arrivare alla totale gratuità del diritto allo studio entro la fine della legislatura.

Lottare contro le diseguaglianze significa investire in scuola e sanità. E con la manovra i fondi aumentano. Significa avviare l’abolizione del super ticket. Significa dare la possibilità di avere un tetto, una casa a chi non ce l’ha. Significa, finalmente, uno Stato che predispone un “piano casa“.

Abbiamo ereditato un’Italia bloccata. Renderla più verde, più competitiva, significa creare lavoro, avviare una transizione ecologica dell’economia, costruire infrastrutture che migliorino la vita delle persone, significa guardare al Sud come una terra meravigliosa su cui investire. La manovra finalmente va in questa direzione: oltre 50 miliardi per i prossimi quindici anni dedicati allo sviluppo sostenibile e alle infrastrutture sociali; la proroga degli incentivi di Impresa 4.0 (estesi all’economia circolare), di ecobonus, sisma bonus e bonus ristrutturazioni, del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno. Ci sarà l’anticipo al 2022 della totale deducibilità dell’IMU sugli immobili strumentali delle imprese.

Assieme alla manovra, c’è un decreto fiscale che finalmente inasprisce la lotta all’evasione fiscale, abbassa la soglia del contante, incentiva chi utilizza i pagamenti elettronici. Misure di civiltà per premiare chi paga le tasse e recuperare risorse sottratte in modo fraudolento alla comunità.
Sono alcune delle misure della manovra per le quali ci siamo battuti.

Con questa manovra l’Italia riparte dalle persone. Dai loro problemi, dalle loro aspettative sul futuro. Abbiamo appena iniziato, ma siamo fieri di batterci per un Paese più giusto, più verde, più competitivo. Facciamolo insieme.