Grande svincolo autostradale
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“Mettere a terra fra 15 e 20 miliardi di opere nei prossimi dodici mesi, oltre agli 11 miliardi che abbiamo già avviato nei mesi passati”. Questo l’obiettivo della ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, alle prese con le emergenze Covid, i piani straordinari per rilanciare gli investimenti pubblici, la partita dei supercommissari per le grandi opere, la riforma del codice degli appalti.

In una intervista a Il Sole 24 Ore  espone i suoi piani, nel pieno del confronto dentro la maggioranza.

Codice appalti

“La sospensione del codice appalti non so cosa significhi. Dobbiamo migliorarlo prendendo le cose buone che ci sono e correggendo quelle che non hanno funzionato. Su alcuni punti c’è già una convergenza sia fra i partiti della maggioranza sia fra gli operatori del settore. Ho già inviato un documento alla Presidenza del Consiglio in questi giorni. Cominciamo da lì”.

Poi spiega quali sono queste convergenze.

“Anzitutto la qualificazione delle stazioni appaltanti, su cui dobbiamo andare avanti superando il blocco che si è creato nei mesi scorsi. Poi, le procedure negoziate sotto la soglia Ue dei cinque milioni di euro. Terzo punto, la semplificazione delle procedure di finanziamento delle grandi opere, a partire dai contratti di programma di Anas e Rfi. Quarto, la semplificazione delle autorizzazioni e la riduzione dei livelli di progettazione”.

 

“Non esproprieremo – continua – dei loro poteri i soggetti che devono dare pareri e autorizzazioni. In alcuni casi faremo riduzione dei tempi e dentro questi tempi bisognerà decidere. In altri casi ridurremo a una sola volta le autorizzazioni che dovrebbero essere ripetute su tutti i livelli di progettazione”. In merito ai contratti Anas e Rfi, “l’approvazione per legge l’avevamo proposta ma abbiamo preferito una semplificazione a regime della procedura che applicheremo anche alla coda dei contratti in corso di approvazione. Tre anni per approvare quei finanziamenti non sono tempi da Paese civile e industriale”.

Contratti

E sui contratti in corso “abbiamo ricevuto i pareri parlamentari. Ci siamo messi al lavoro per approvarli in fretta. Inoltre la Commissione Greco ha terminato il testo del Regolamento Unico. Il Regolamento risponde alle necessità di chiarezza poste da operatori e amministrazioni e risolve le questioni applicative”.

Modello Genova

“Io penso che il modello Genova abbia funzionato bene per alcuni aspetti, per esempio per i protocolli antimafia e sulla sicurezza del lavoro. Però è evidente che Genova aveva alcune condizioni che non sono replicabili. Non sempre troveremo chi ci regala un progetto, non avremo un sistema di finanziamento a piè di lista come quello del decreto Genova, non avremo neanche la facilità di autorizzazioni per un’opera che doveva sostituire un’opera già esistente, nello stesso posto e con la stessa funzione”.

Programmazione ordinaria

De Micheli osserva inoltre che “non dobbiamo assolutamente perdere di vista la programmazione ordinaria su cui noi continuiamo a lavorare. Nell’allegato al Def, che porteremo in Consiglio dei ministri a giugno, abbiamo un piano da 196 miliardi, tutti già finanziati, da realizzare per i prossimi 15 anni. Una notizia: in questi giorni abbiamo consegnato i lavori dell’Alta velocità Brescia-Verona per un importo di 514 milioni e abbiamo finanziato la progettazione dell’Alta velocità Salerno-Reggio Calabria per 40 milioni. I lavori per questa opera saranno finanziati dal 2021, tre miliardi”.

“Se ne parla da anni, – aggiunge – a un certo punto bisogna decidere. E io l’ho fatto. Due giorni fa abbiamo sbloccato l’Asti-Cuneo al Cipe con un nuovo piano economico finanziario che va incontro alle richieste dell’Europa. E che nel decreto rilancio, all’articolo 207, siamo riusciti a inserire la norma che portale anticipazioni per le imprese appaltatrici al 30 per cento. Una bella iniezione di liquidità che vale qualche miliardo per le imprese”.

Cantieri

“La chiusura totale dei cantieri che qualcuno ci chiedeva e qualcuno temeva non c’è stata: il 48 per cento dei cantieri pubblici sono rimasti aperti. Aggiungo che opere bloccate per inerzia burocratica non ci sono. Ce ne seno molte bloccate per le crisi delle aziende appaltatrici, alcune bloccate per progettazione insufficiente o inadeguata, per problemi autorizzativi ambientali e delle sovraintendenze o ancora per ricorsi sulle aggiudicazioni. Altre hanno problemi politici a monte e sappiamo che fra i lavori del ministro delle Infrastrutture c’è anche farsi carico di trovare un consenso”.

Trasporti

Per i trasporti, “diciamo che la fase di maggiore emergenza ce l’abbiamo alle spalle e sono fiera di aver contenuto i danni. Li abbiamo contenuti perché abbiamo anticipato i problemi e li abbiamo risolti. Io intravvedo una normalità cui arriveremo con molta pazienza”.

Un esempio: “Prendiamo il trasporto aereo, dove siamo scesi al 30 per cento dei posti occupati per i modelli di distanziamento e anche per il calo della domanda. Ora siamo al 50 con le nuove linee guida che per esempio consentono a chi vive sotto lo stesso tetto di sedere vicino. La prossima settimana partiranno altre modifiche, e arriveremo al 66 per cento di occupazione. Mi pare un buon inizio”, ha concluso De Micheli.