«Le relazioni tecniche fanno parte dei decreti. È compito di un ministro almeno leggersi le relazioni prima di firmare un decreto», affonda l’ex sottosegretaria Maria Elena Boschi, oggi deputata semplice che però si ricorda com`era il rapporto con i funzionari dei ministeri e i burocrati. Quelli che Di Maio chiama lobby.

Un caso di complottismo?
«È pazzesco che sia il governo a certificare che si perderanno almeno 80 mila posti di lavoro nei prossimi 10 anni. Ed è il primo atto di Di Maio: un decreto che riduce l’occupazione che noi abbiamo aumentato. Non avendo letto la relazione tecnica, Di Maio, anziché assumersi la responsabilità dei suoi errori ha dato la colpa a tecnici e funzionari pubblici, tanto che il Mef si è sentito in dovere di rispondere con una nota in cui si spiega che il dato degli 80 mila posti di lavoro lo ha fornito il ministero del Lavoro! Quel dato è uscito dagli uffici di Di Maio e Di Maio non se ne è accorto».

E quindi?
«Un buon ministro controlla cosa esce dal proprio ministero. Sono stata al governo per oltre 4 anni e ho sempre letto prima di firmare un provvedimento. Di Maio prima ha “improvvisamente” scoperto la bollinatura dei decreti (ossia che la ragioneria deve dire sì o no alle coperture), ora dopo averci messo dieci giorni a pubblicare un decreto approvato in cdm il 2 luglio viene fuori che nemmeno lo aveva letto?»

Ora Di Maio annuncia un profondo spoil system.
«I funzionari che ci sono nei gabinetti li ha scelti l’attuale governo. Mettere in discussione la competenza e serietà dei propri collaboratori e dei vertici dei ministeri per coprire le proprie mancanze è allucinante».

Anche voi avevate ingaggiato una guerra contro i mandarini di Stato.
«Non sempre ero d’accordo con i funzionari con cui ho lavorato. Abbiamo avuto anche confronti accesi, ma non mi sono mai permessa di mettere in discussione la loro professionalità. Di Maio nell’ansia di inseguire il consenso di Salvini, ha fatto un decreto che taglia posti di lavoro e nemmeno se ne accorge».

In Europa sui migranti può cambiare qualcosa?
«Il problema è che la strategia sui migranti di Salvini porta all`Alleanza con Ungheria e Austria, quei paesi che chiudono i confini fino a minacciare di bloccare il Brennero. La strategia di Salvini è umanamente inaccettabile e politicamente controproducente. Sul breve periodo hanno preso un po` di consenso: si ritorcerà contro nei prossimi mesi».

Alle europee a chi dovrebbe guardare il Pd?
«Lo decideranno gli elettori con il voto alle primarie. Alcuni candidati sembrano rivolti più con la testa a rifare il Pds che a rifare il Pd. Io scommetto che questa scelta sarà giudicata perdente dal nostro popolo. Ma entro marzo vedremo. Di sicuro se qualcuno vuole fare accordi con M5s deve dirlo prima del congresso, non dopo».

Che le pare della nuova segreteria Pd?
«L`ha decisa Maurizio Martina. Sinceramente non mi accapiglierei su una segreteria che durerà quattro mesi. Mi limito a dire: buon lavoro».