Imagoeconomica

«Il punto di partenza era molto impegnativo: togliere di mezzo 23 miliardi di euro di clausole di salvaguardia ereditate dal precedente governo, altrimenti dal prossimo gennaio sarebbe aumentata l’Iva. E lo abbiamo fatto, indicando, nella Nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza) anche una strategia per rilanciare la crescita lungo un sentiero di sviluppo sostenibile».
 

Antonio Misiani, viceministro dell’Economia, ha vissuto da protagonista la messa a punto del piano che indica dimensioni e criteri della manovra di Bilancio. Avete litigato parecchio tra i quattro partiti della coalizione di governo.

 
«Se facciamo il confronto con le montagne russe dello scorso anno tra Lega e M5S, non c’è paragone. Detto questo, ci sono delle differenze nella maggioranza ma siamo tutti impegnati a comporre un quadro condiviso, con l’obiettivo di rilanciare gli investimenti e abbassare la pressione fiscale».
 

Le clausole di salvaguardia dell’Iva verranno completamente azzerate?

 
«Sì, così è scritto nella NaDef».
 

Ci saranno dei beni che potrebbero passare a un’aliquota più alta?

 
«In vista della prossima manovra non stiamo ragionando di questo ma di come incentivare l’uso dei pagamenti elettronici per combattere l’evasione fiscale. In questo quadro stiamo discutendo anche di sistemi premianti sul modello portoghese, con meccanismi di cashback che si tradurrebbero in univa più bassa su acquisti fatti con la moneta elettronica».
 

Le clausole verranno azzerate solo per il 2020 o anche per gli anni successivi?

 
«Per i successivi parzialmente. Si tenga conto che per il 2021 l’eredità lasciata dal precedente governo è ancora più pesante: 28,7 miliardi».
 

Alla fine a quanto ammonterà la manovra 2020?

 
«A una trentina di miliardi».
 

Di questi quanti verranno coperti con la cosiddetta flessibilità, cioè con l’aumento del deficit?

 
«il deficit passa da un tendenziale dell’1,4% del Pil a un programmatico del 2,2%. Si tratta di 0,8 punti».
 

Quindi più di 14 miliardi. La commissione Ue è stata più generosa del solito.

 
«E il frutto del lavoro del ministro Gualtieri, che gode di grande credibilità a Bruxelles. Ed è la dimostrazione che il muro contro muro caro alla Lega non paga».
 

Come verrà coperta la restante metà della manovra?

 
«Un grosso contributo, pari a 0,4 punti di Pil (circa 7 miliardi) verrà dalla lotta all’evasione. Ci saranno poi tagli di spesa per 1,8 miliardi e altrettanti sui sussidi dannosi per l’ambiente».
 

Ma nessuno ha mai realizzato 7 miliardi in un solo anno dalla lotta all’evasione.

 
«Un forte impulso verrà dai pagamenti elettronici di cui le dicevo».
 

Quanto sarà destinato al taglio del cuneo fiscale a favore dei lavoratori?

 
«Almeno 2 miliardi e mezzo nel 2020 e il doppio dal 2021».
 

Quindi nel 2020 lo sconto partirà a metà anno?

 
«Potrebbe essere così. La misura verrà messa a punto nelle prossime settimane, ci sono diverse ipotesi. Ci saranno anche incentivi per gli investimenti 4.0 delle imprese e un piano di sostegno agli investimenti green».
 

Reddito e Quota 100?

 
«Le confermiamo. Quota 100 scade nel 2021 e non verrà prorogata, ma studieremo regole di flessibilità per il pensionamento. Il reddito di cittadinanza andrà migliorato alla luce dell’esperienza di questi mesi».