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I dati diffusi oggi dall’Istat confermano un trend positivo del lavoro nel nostro Paese. Si legge in una nota che “su base annua si conferma l’aumento degli occupati (+1,4%, +326 mila). La crescita interessa uomini e donne e riguarda i lavoratori dipendenti (+387 mila, di cui +361 mila a termine e +26 mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-60 mila).

In valori assoluti a crescere sono soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+415 mila), ma crescono anche i 15-34enni (+22 mila), mentre calano i 35-49enni (-110 mila, sui quali influisce in modo determinante il calo demografico di questa classe).

 

Il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, a commento dei dati Istat relativi ad occupati e disoccupati di settembre 2017 ha dichiarato: “I dati Istat di oggi evidenziano una stabilità del mercato del lavoro sul piano congiunturale. Si conferma, quindi, la tendenza di medio-lungo periodo di crescita dell’occupazione: +326mila occupati nell’ultimo anno, +986mila da febbraio 2014, dei quali 535mila permanenti. Gli occupati, al netto dell’effetto della componente demografica, crescono in tutte le classi di età”.

“Si conferma – prosegue – anche il netto calo degli inattivi, che diminuiscono di 189mila in un anno e di 886mila da febbraio 2014, per effetto dell’aumento degli occupati. Diminuiscono i disoccupati: -155mila in un anno, -380mila da febbraio 2014”. “Resta la necessità di rafforzare l’impegno per migliorare la condizione dei giovani nel mercato del lavoro: per questo abbiamo previsto misure specifiche nella legge di bilancio” conclude.

 

“Dall’inizio del governo Renzi ad oggi, in Italia ci sono 986 mila posti di lavoro in più, la crescita su base annua è di 326 mila unità. In questi numeri dell’Istat c’è la conferma del l’efficacia delle riforme del Partito Democratico“. Lo afferma il senatore democratico Andrea Marcucci.

 

Annamaria Parente, capogruppo PD in commissione Lavoro a Palazzo Madama ha commentato: “A chi, ancora in questi giorni, continua ad attaccare il Jobs Act, si può rispondere solo in un modo: dall’inizio del governo Renzi ad oggi, in Italia ci sono 986 mila posti di lavoro in più. L’Istat ha certificato una crescita su base annua di 326 mila unità. Non sono solo numeri, sono posti di lavoro concreti a favore di chi l’aveva perso o di chi non l’aveva mai avuto. Ogni opinione è legittima e le critiche sono sempre ben accette ma non si può dire che le riforme del Partito Democratico non abbiano funzionato. Ora andiamo avanti su questa strada anche grazie alle misure a sostegno del lavoro contenute nella legge di Bilancio”.

 

Oltre al dato sul lavoro anche la produzione industriale “aumenta anche ad ottobre e cresce su anno. E’ l’ennesimo segnale che il Paese si è rimesso in moto”. Lo afferma Ernesto Carbone, parlamentare PD.

“Tutti gli indicatori, compreso quello del lavoro, indicano un avanzamento delle condizioni della nostra economia. I margini di miglioramento sono enormi e ciò è dovuto anche grazie, e soprattutto, al lavoro e alle riforme dei governi PD, in particolare da quanto fatto durante i 1000 giorni di Renzi”.

 

“L’Istat ci conferma la tendenza positiva dell’occupazione del mese di settembre, con alcune variazioni stagionali fisiologiche. Siamo tornati sotto la soglia di tre milioni di disoccupati ormai da tempo, ora dobbiamo abbattere il muro dell’11% di disoccupazione. Se c’è un rallentamento dei posti di lavoro creati, per il 2018 vogliamo un’accelerazione: con gli interventi previsti in legge di bilancio rafforzeremo la crescita dell’occupazione, soprattutto stabile, grazie alla decontribuzione per i neoassunti e agli investimenti nel settore pubblico e privato.” Lo dichiara la responsabile Lavoro del PD, Chiara Gribaudo, a proposito dei dati Istat diffusi questa mattina.

 

“Il leggero rialzo della disoccupazione giovanile nella fascia 15-24 era atteso: finita la stagione estiva molti di quei ragazzi tornano a scuola o all’università. Al contrario, gli inattivi diminuiscono a livello complessivo, segno che le persone continuano ad avere fiducia nella ripresa e nella possibilità di trovare un lavoro. E’ essenziale dare forza a questa fiducia, a questa speranza: lo faremo con gli incentivi contributivi e con il potenziamento delle politiche attive del lavoro, a partire dall’assegno di ricollocazione.” Conclude la deputata dem.