Imagoeconomica

Luigi Marattin, deputato Pd, economista e capogruppo dem in Commissione Bilancio. Cosa non la convince nel reddito di cittadinanza proposto dal governo?

«Due punti. Il primo: non si può usare uno strumento solo per tre esigenze diverse».

A quali istanze si riferisce?

«Il contrasto alla povertà e l’inclusione degli ultimi; la funzione di cuscinetto per chi sta cambiando lavoro o è stato licenziato e deve andare avanti; la formazione. Questi passaggi sono molto diversi l’uno dall’altro e noi, con il centrosinistra, avevamo pensato a tre strumenti differenti: reddito di inclusione, l’indennità di disoccupazione e l’assegno di ricollocazione. I gialloverdi mettono tutto nel reddito di cittadinanza».

Il Quirinale ha firmato in queste ore il decreto…

«Il Consiglio dei ministri aveva approvato il reddito di cittadinanza il 17 gennaio scorso. Ci sono voluti più di dieci giorni per un testo che evidentemente non era definitivo quando è stato licenziato da Palazzo Chigi».

Il Pd come pensa di combattere la povertà nel Sud?

«Abbiamo presentato una nostra contromanovra. Il reddito di inclusione per esempio funziona. È andato a a regime solo nel luglio scorso. Doveva andare a pieno ritmo prima. Lo avremmo finanziato ulteriormente con tre miliardi e avremmo ridotto ancora le tasse sul lavoro».

Come?

«Tagliando due punti a vantaggio delle imprese e due per chi è occupato che avrebbe avuto mensilmente in busta paga circa 65 euro in più su uno stipendio di 1200. Avremmo mandato a regime l’assegno di ricollocazione che consente ai disoccupati di formarsi».

Come si recuperano i consensi perduti a vantaggio del M5S nel Mezzogiorno?

«Vedremo come farà il M5S a mantenere le promesse dei 1680 euro al mese per le famiglie con due figli e i requisiti di accesso. Noi ci opponiamo all’idea che ci sia una Italia in cui basta promettere la luna prima delle elezioni e poi fregarsene dopo il voto. Il consenso va ottenuto con la verità, la rottura delle rendite di posizione e smentendo l’idea che per governare la cosa pubblica occorra non sapere fare nulla, titolo di merito per i grillini».

Cosa promuove della Manovra?

«Lega e M5S hanno esteso la nostra misura “Resto al Sud”, provvedimento del ministro De Vincenti, per favorire la permanenza al sud dei nostri giovani. Il reddito di cittadinanza resta invece pericoloso, perché assistenzialista. Il Sud ha bisogno di riscatto e di una società che si rimetta in movimento con l’ascensore sociale».

Europee. Si farà un listone Pd-Leu e movimenti?

«Non si fa politica raccogliendo tutto ma con idee coraggiose per cambiare il paese».