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“I due decreti Ristori sono stati coperti rimanendo nell’ambito degli scostamenti di bilancio già autorizzati dal Parlamento. Quanto alla legge di Bilancio, arriverà in Parlamento questa settimana e seguirà il ‘doppio binario’ già previsto: da una parte, le risorse per l’emergenza – ammortizzatori sociali e aiuti per i settori più in crisi – dall’altra, i progetti e le riforme per lo sviluppo sostenibile, portando gli investimenti pubblici ben al di là del 3% del Pil.

 

Se sarà necessario chiedere ulteriori risorse per la legge di Bilancio, lo verificheremo nelle prossime settimane in relazione all’evoluzione della situazione epidemiologica e delle misure restrittive”. Lo afferma il vice ministro dell’Economia Antonio Misiani in un’intervista a ‘La Repubblica’ in cui assicura:

“Le munizioni che abbiamo possono finanziare, entro certi limiti, anche eventuali nuovi interventi resi necessari da ulteriori misure restrittive”.

 

Sul Mes, “nessuna opzione può essere scartata a priori, in tempi così difficili. La linea di credito sanitaria del Mes è uno strumento potenzialmente utile e conveniente”, rileva Misiani.

 

“Ciò detto, è un prestito, non un contributo a fondo perduto. Il suo utilizzo va valutato in relazione al fabbisogno di cassa, valutandone i pro e i contro a confronto con le alternative a disposizione del governo”.

 

I ristori “sono organizzati in stretta correlazione con le misure restrittive, che con l’ultimo Dpcm variano a seconda della fascia di rischio Covid di ciascuna regione”, spiega il ministro, che rassicura: “Abbiamo stanziato 340 milioni nel 2020 e 70 nel 2021 per eventuali riclassificazioni delle regioni. A questi stanziamenti si aggiungono i 50 milioni nel 2020 già previsti per aggiungere eventuali altri codici Ateco e i 280 milioni nel 2021 per gli operatori nei centri commerciali e quelli delle produzioni industriali del comparto alimentari e bevande, per i quali prevediamo un meccanismo di ristoro su domanda”.

 

Quanto alle tasse, “se le misure restrittive saranno prorogate, faremo una valutazione anche sulle scadenze fiscali di dicembre”, conclude Misiani.