“La Nadef è largamente incompleta, il problema è quello che non c’è. Non dice, infatti, quasi nulla sulle politiche di spesa nel prossimo triennio. Il tema viene affrontato in termini generici, un’interpretazione riduttiva rispetto a quanto fatto da tutti i precedenti governi, con omissioni rilevanti su fronti importanti come quello della crescita e l’uguaglianza. In particolare, su due punti centrali per lo sviluppo del Paese quali la pubblica istruzione e la sanità. Quali sono le priorità di spesa e le relative fonti di finanziamento per questi capitoli? Nulla viene detto”.

Lo ha detto il senatore del PD Carlo Cottarelli intervenendo in Aula in discussione generale sulla Nota di aggiornamento al Def.

“Si dice di voler fronteggiare i costi dell’energia, ma allo stesso tempo si ammette che le risorse saranno sufficienti solo fino ai primi mesi del 2023 – ha concluso Cottarelli – Per questo saranno necessari nuovi interventi e nuove risorse, ma di ciò non si fa menzione. Viste le gravi carenze di dati inseriti nella Nadef e i tempi ristretti a disposizione per la sua scrittura non sarebbe un dramma se fosse necessario ricorrere all’esercizio provvisorio, molto grave sarebbe invece approvare una manovra senza una documentazione adeguata”.

 

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“Le nostre preoccupazioni sui destini della sanità pubblica si vanno purtroppo rafforzando. La Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza conferma che ci sarà una riduzione degli investimenti. Un colpo duro e ingiusto al Servizio Sanitario Nazionale”.

Lo dichiara la senatrice Sandra Zampa, responsabile Sanità PD.

 

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“Questa Nota di aggiornamento di Economia e finanza ci preoccupa non tanto per quello che contiene, ma per quello che non c’è e di cui avremo bisogno, in una legge di Bilancio che si presenta davvero un po’ male. Proviamo delusione e grande preoccupazione, ci aspettavamo che nella Nadef il nuovo governo chiarisse un percorso, un modello, una visione del futuro che vuole realizzare nel Paese. Certo, c’è l’intervento calmieratore del costo dell’energia per le nostre imprese e per le famiglie assolutamente urgente: 21 miliardi stanziati per il 2023 che non basteranno, sono un terzo di quanto previsto nel 2022. Non si prevede alcun elemento anticiclico, alcuna azione del governo perch non peggiorino le condizioni dell’economia e quindi del lavoro e delle famiglie”.

Lo ha detto in Aula, nel corso della discussione sulla Nadef, la senatrice del Pd Annamaria Furlan.

 

“Non abbiamo trovato – ha proseguito Furlan – politiche redistributive per rendere più pesanti le buste paga e le pensioni, quei 4-5 punti di cuneo fiscale di cui si sentito parlare in campagna elettorale. Non sappiamo neanche se verranno stanziati i 3,5 mld almeno per riconfermare il taglio Draghi in scadenza il 31 dicembre. Non una riga sulla detassazione dei rinnovi contrattuali e niente risorse per il rinnovo dei contratti pubblici, a partire dalla scuola e dalla sanità. La pandemia non ha insegnato nulla: si prevedono ulteriori tagli alla sanità. I 60 mila infermieri precari e i 15 mila medici che mancano si pensa di assumerli o di aspettare che tra due anni vada in pensione il 50% dei medici attualmente in servizio? Si tanto parlato della scuola del merito: con oltre 70 mila precari non si fa”.

 

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“Voteremo si’ allo scostamento, perche’ i soldi devono andare subito a famiglie e imprese”. Lo ha detto il senatore del PD Antonio Misiani in dichiarazione di voto in Aula sulla Nadef. Con la Nadef “state scrivendo un decreto Aiuti cinque, una manovra di corto respiro che andrà bene per i prossimi 3-4 mesi”, ha spiegato. Il Partito democratico “esprimerà voto contrario alla Nota di aggiornamento al Def”, ha annunciato.