“Dobbiamo tornare a essere vicini davvero a chi lavora e produce, a chi ha sofferto la crisi e oggi vuole solo ripartire in sicurezza”. Così il segretario Enrico Letta al termine di “Impresa e Ripresa. Il ruolo delle Pmi nel Next Generation Eu”, primo incontro di un ciclo di iniziative dedicato ai temi dello sviluppo, che si declinerà in un viaggio lungo un anno nel Paese per incontrare e ascoltare imprenditori, professionisti, commercianti, esercenti, operatori dei servizi.

 

Una maratona di 35 interventi di esponenti del mondo delle associazioni di impresa, esperti e accademici, investitori e professionisti, a confronto con Letta e il ministro Andrea Orlando, oltreché con i membri del governo del Pd, i parlamentari e gli amministratori. Al centro della riflessione la grande questione della piccola e media impresa esplorata anzitutto sotto il profilo dell’accesso al credito, del rapporto con il fisco, dell’adeguamento tecnologico. Il tutto nella cornice del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e della sua attuazione.

 

“Noi siamo contro l’idea passata in Italia che le Pmi siano una zavorra. Saranno invece il motore del nuovo paradigma di sviluppo del dopo-Covid. Il sistema è pronto? La politica ha chiari i bisogni e le aspettative di questo mondo? Noi siamo qui per questo, per ascoltare e capire”, ha detto Letta. “Dietro la piccola e media impresa – ha proseguito – c’è una persona fisica, reale. Da guardare negli occhi. Pensate alla differenza con le multinazionali sfuggenti al centro dei casi gravi di questi giorni. Noi siamo contro l’impresa inafferrabile”.

 

E a proposito di lavoro il ministro Andrea Orlando ha sottolineato l’importanza della formazione “Stiamo lavorando su degli ammortizzatori – ha detto – che non siano mero sussidio ma uno strumento che ha condizionalità legate alla riprofilazione del ruolo del lavoratore all’interno dell’impresa”.

 

Per Cesare Fumagalli, responsabile Sviluppo economico, terzo settore e missione Pmi in segreteria nazionale, “abbiamo, tutti, un’occasione storica che non possiamo perdere per aiutare le piccole e medie imprese italiane: usare la stella polare che è e sarà l’Europa, attraverso i fondi del Next Generation Eu, sostenendo le imprese nella doppia transizione verso digitale e green”.

 

La pandemia ha agito come uno tsunami e “ora – ha detto Irene Tinagli, vice segretaria Pd presidente della Commissione Affari Economici e Monetari del Parlamento europeo – bisogna lavorare insieme per aiutare le imprese sane a uscire dalla crisi. Per questo immaginiamo di intervenire su tre assi: mantenere e rafforzare le misure, nella normativa europea, che incentivano l’erogazione del credito alle PMI; intervenire con delle misure che agevolino la ristrutturazione dei debiti delle imprese: non sarà facile ma è una battaglia su cui siamo già attivi; e infine misure per incentivare la ricapitalizzazione delle imprese che devono tornare a crescere, anche utilizzando strumenti che noi stessi abbiamo negoziato in Europa come InvestEU. La ricapitalizzazione è un passaggio fondamentale”.

 

Per Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria Nazionale,“bene ha fatto il governo a inserire la riforma fiscale nel PNRR: è una leva fondamentale per lo sviluppo inclusivo e sostenibile a cui punta Next Generation EU. Ma c’è un grande punto aperto che Governo e Parlamento dovranno affrontare: le coperture, perché la riforma costa e le risorse andranno recuperate. I fondi stanziati a questo scopo a legislazione vigente sono molto limitati (da 1 a 2 miliardi) e la prossima legge di bilancio dovrà impegnare molti miliardi nella riforma degli ammortizzatori sociali, nella proroga del bonus 110%, in sanità e scuola”. Tra le scelte prioritarie anche quella “di redistribuire il carico fiscale, indispensabile per fare la riforma fiscale ambiziosa e organica che serve al nostro Paese e, in particolare, alle piccole e medie imprese italiane”.

 

“Per compiere la transizione digitale occorre lavorare sulle infrastrutture, bisogna garantire che tutto il Paese senza differenze territoriali, fra centro e periferia, tra nord e sud, sia raggiunto da una connessione veloce, stabile e sicura”, ha detto invece Anna Ascani, sottosegretario di Stato al Ministero dello sviluppo economico.

 

Se da un lato il tessuto produttivo chiede che le amministrazioni facciano funzionare i servizi “vorrebbero anche un’amministrazione che faccia la sua parte nel sostenere le opportunità di sviluppo e trasformazione”, ha sottolineato Roberto Gualtieri, ex ministro dell’Economia e delle Finanze e candidato sindaco di Roma. “Questa è la sfida che abbiamo anche con questa tornata amministrativa, ovvero di presentarci come una classe dirigente che, preso il Recovery, arginata la pandemia, non perda l’opportunità di mettere a terra le risorse e di farle arrivare al nostro tessuto produttivo e aiutarle ad affrontare queste sfide e transizioni che sono anche opportunità di crescita e sviluppo”.

 

Il tema del divario digitale come ostacolo al pieno sviluppo omogeneo del Paese è stato affrontato anche nell’intervento di Assuntela Messina, sottosegretaria al Ministero dell’innovazione tecnologica e la transizione digitale. “Anche qui – ha detto – bisogna operare un “rammendo” e fare in modo che aree e zone escluse dalla possibilità di connettersi, recuperino il gap. Ci sono finanziamenti mirati per questo, ha ricordato, insieme all’iniziativa di dotare tutte le famiglie di almeno 1 giga entro il 2026”.

 

In definitiva, ha chiosato in conclusione la Ascani, “le risorse ci sono, ci sono anche le idee. Adesso bisogna spendere le risorse, mettendo in pratica le tante buone idee che abbiamo ascoltato oggi”.