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“A differenza del passato non si tratta di una misura alternativa agli investimenti ma che a questi si affianca, come tassello di una più ampia strategia. Intendo investimenti pubblici, per i quali sono in arrivo risorse senza precedenti, e investimenti privati che abbiamo già iniziato a sostenere e che, mi lasci dire, sono il contrario dei bonus”. Così, in una intervista al Sole 24 Ore, il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano sulla decontribuzione del 30% per le aziende del Sud sui contratti di lavoro in vigore da oggi e per tre mesi e che, come spiega, si intende prorogare: “Abbiamo impostato il negoziato con la Commissione per la proroga fino al 2029, con intensità dell’aiuto decrescente dal 2025. Abbiamo avuto già segnali positivi e inseriremo la proroga nella legge di bilancio. Insomma, non si tratta di un bonus a tempo e su questo siamo d’accordo con Confindustria: la misura ha senso se sarà strutturale, è una battaglia che stiamo facendo e che deve vederci tutti uniti”.

Nessun rischio poi di dispersione per i fondi comunitari: “È un rischio che abbiamo evitato perché ho concordato con il ministro degli Affari europei Amendola che tra i criteri di accesso dei progetti al Recovery Plan ci siauna doppia aggiuntività, sia rispetto alle politiche ordinarie di investimento che deve fare lo Stato sia rispetto ai fondi di coesione. Va coordinata in tal senso una mole enorme di risorse.

Il Recovery Fund in termini di sovvenzioni vale a livello nazionale 64 miliardi, più 10 miliardi del programma React-Eu. Poi, per il Mezzogiorno dai fondi strutturali 2021-2027, incluso il cofinanziamento nazionale, sono in arrivo 52 miliardi. Infine sempre per il 2021-27 al Sud apdrà l’80% dei 73 miliardi del Fondo sviluppo e coesione”.

Inoltre precisa che, nella legge di bilancio, “puntiamo anche sulla decontribuzione al 100% per il lavoro femminile, in questo caso non sullo stock delle lavoratrici ma sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato. Ma mi faccia dire che tutte queste misure vanno inquadrate in qùèll’intervento di contesto più generale che è il Piano Sud 2030, che per le donne punta a un nuovo welfare.

Abbiamo presentato il Piano poco prima dell’emergenza Covid, ora è richiamato nelle linee guida del nostro Piano di ripresa e resilienza e da allora non siamo stati fermi, il 2 ottobre ad esempio sarà pubblicato il decreto di ripartizione del Fondo da 300 milioni per le infrastrutture sociali nel Sud, a partire da scuole e asili, dopo l’accordo coni Comuni”.