Imagoeconomica

«Stiamo costruendo una visione d’insieme contro le diseguaglianze sociali, ed essere partiti da questioni “toste” come i rider e la sicurezza sul lavoro è la conferma di una volontà comune».

Francesca Puglisi, sottosegretario al Lavoro in quota Pd, parla di un clima di «collaborazione e lealtà» con la ministra grillina Nunzia Catalfo.

Ma sulla sicurezza siamo ancora a carissimo amico. L’argomento non appare in nessuno dei collegati alla manovra.

«Non deve essere necessariamente la Legge di Bilancio ad affrontare la questione. Intanto sono partiti i tavoli con le parti sociali e siamo pronti ad accelerare».

Quali le direttrici principali ?

«Rivedremo il decreto 81 aggiornandolo rispetto alle nuove prospettive del mercato del lavoro. Ci impegneremo nel contrasto al lavoro nero, al caporalato, alle gare al massimo ribasso, incentivando le aziende virtuose che investono in sicurezza anche negli appalti. E soprattutto cercheremo di dare un migliore sistema di governance alla vigilanza territoriale. Serve un cambiamento culturale, una seria valutazione del rischio e un’attività di formazione che deve coinvolgere anche le scuole».

Migliore governance significa banca dati unica e integrazione tra Inail, Ispettorato del lavoro (InI) e Asl?

«Più che costruire nuovi contenitori puntiamo a protocolli operativi e di coordinamento a livello locale. Ogni istituzione non deve guardare solo al proprio orticello».

Ci sarà la patente a punti per le imprese?

«La stiamo studiando. Ovviamente le sanzioni rimangono, ma sarà importante sostenere le aziende nel miglioramento delle condizioni di sicurezza. Pensiamo ad esempio ad un incentivo per la rottamazione delle macchine agricole».

Il governo precedente ha tagliato alle imprese le tariffe Inail che, a sua volta, ha tagliato gli incentivi per la prevenzione. Metterete mano alla questione?

«La compensazione finirà».

Gli organici ispettivi sono ai minimi termini…

«Faremo 150 assunzioni in più rispetto a quanto previsto per l’Inl».