“I dati di Confindustria sulla situazione del nostro Mezzogiorno sono doppiamente drammatici. Perchè su imprese, export e lavoro sono particolarmente negativi, ma soprattutto perchè dimostrano che il Mezzogiorno sta ricadendo in una dinamica recessiva già annunciata, insostenibile sul piano economico e sociale.

 

La ripresa degli scorsi anni, però, si è arrestata anche per la totale assenza di una politica economica del Governo giallo-verde che guardasse al Sud.

 

L’unica cosa a cui abbiamo assistito è stato un taglio agli investimenti e il depotenziamento di industria 4.0, la scarsa attenzione per i tavoli di crisi al Sud e la costruzione di un meccanismo burocratico inefficace intorno al reddito di cittadinanza, che nella persistente assenza di politiche per l’inclusione attiva e per il lavoro si trasforma in reddito di sudditanza.

 

Le ZES per i porti meridionali attendono ancora la loro attuazione, la clausola di riequilibrio sugli investimenti pubblici, introdotta dal governo Gentiloni, appare poco più che una dichiarazione di intenti”.

 

Così Giuseppe Provenzano, responsabile Lavoro del PD.

 

“Ora il Ministro Lezzi parla di riduzione di tasse sul lavoro e l’impresa. Benvenuta. Se il governo vuol fare sul serio- aggiunge Provenzano – prenda la nostra proposta di riduzione del cuneo fiscale, 15 miliardi per dare una mensilità in più ai redditi medio-bassi.

Ad oggi, invece, sul tavolo del governo, c’è solo la proposta di flat tax presentata da Salvini, che rappresenta una redistribuzione alla rovescia anche sul piano territoriale, c’è l’antistorica idea di reintrodurre le gabbie salariali e una richiesta di autonomia differenziata che nell’impianto Lombardo-Veneto sancirebbe la fine dell’unità nazionale.

 

La preoccupazione, conoscendo i rapporti di forza nel governo, è che il governo si prepara a sferrare ulteriori colpi al Mezzogiorno, sotto forma di tagli ai servizi. E invece questo ennesimo grido d’allarme sul Sud avrebbe bisogno di una risposta. Noi abbiamo provato a darla con il Piano per l’Italia: le sue priorità- ambiente, lavoro e istruzione – parlano al Paese, ma soprattutto al Sud”.

 

Anche il coordinatore della segreteria nazionale PD Andrea Martella ha commentato i dati diffusi da Confindustria: “I Ministri Di Maio e Toninelli anche oggi parlano d’altro ma dovrebbero preoccuparsi dei dati di Confindustria sullo stato dell’economia meridionale, che sono davvero drammatici”.

 

“Purtroppo il quadro potrebbe peggiorare come testimoniano le numerose crisi aperte, a partire dall’ex Ilva. Occorrerebbe una risposta forte della politica alla domanda di lavoro che viene dal Sud. In un anno questo governo ha fallito proprio nell’area geografica dove più alto è stato il suo consenso. Le prime risposte sono nel nostro Piano per l’Italia, che discuteremo con le forze vive della società meridionale che il M5S e la Lega hanno abbandonato, se non tradito”.

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