Con la manovra l’Italia riparte dalle persone, dai loro problemi, dalle loro aspettative sul futuro.

Abbiamo ereditato un fardello enorme, un Paese in stagnazione economica, le clausole di salvaguardia più alte di sempre.

Oggi però possiamo dire che, nonostante questo, abbiamo iniziato un cammino e siamo fieri di batterci per un Paese più giusto, più verde, più competitivo.

 

Abbiamo dato impulso a un sistema economico che rischiava di incepparsi sull’Iva

“Rimettere in moto la macchina dello sviluppo, spingendo l’acceleratore su investimenti pubblici e privati. L’obiettivo di questa manovra è proprio questo: dare un impulso positivo al nostro sistema economico che invece rischiava di incepparsi con l’aumento dell’Iva“, commenta Pietro Bussolati, della Segreteria nazionale del PD.

“Sull’Italia, infatti, – spiega Bussolati – pesava la clausola di salvaguardia più alta di sempre (23 miliardi nel 2020 e 29 miliardi dal 2021). L’obiettivo è stato raggiunto: l’Iva non è aumentata. Anzi più di 50 miliardi verranno dedicati a rendere il nostro Paese sempre più green grazie a sviluppo sostenibile e infrastrutture sociali. Inoltre, vengono riconfermati gli incentivi per il piano di industria 4.0, per sostenere gli investimenti nel rinnovo dei sistemi produttivi attraverso un fondo per le piccole e medie imprese, il super e iper ammortamento per beni tecnologici e software, e un credito d’imposta per la “formazione 4.0” da parte delle aziende”.

 

Per quanto concerne la tassazione sul lavoro, “si riducono già dal 2020 le tasse a carico dei lavoratori dipendenti, aumentando le buste paga, avviando così un percorso di diminuzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro e di riforma complessiva del regime Irpef per tutti i lavoratori dipendenti”, speiga ancora Bussolati, che aggiunge che già nel 2020 “viene introdotta anche una detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici (il cosiddetto ‘bonus facciate’) per dare un nuovo volto alle nostre città. Siamo molto orgogliosi del testo che contiene provvedimenti per il lavoro, l’ambiente, gli investimenti, la famiglia e la disabilità. L’intenzione è di puntare molto sulla lotta all’evasione fiscale e sul recupero del sommerso rendendo possibile reperire quelle risorse da dedicare alle famiglie e ai redditi medi e bassi”.

 

Puntiamo sul Mezzogiorno per avere un’Italia più giusta, verde, competitiva

L’attenzione che la manovra riserva al Sud del Paese viene sottolineata da Nicola Oddati, che evidenzia come per avere “un’Italia più verde, giusta e competitiva dobbiamo puntare ad una rinascita del Mezzogiorno. Un sud più green che attiri investimenti, lavoro e sia a tutti gli effetti una risorsa su cui puntare. La manovra economica – ribadisce Oddati – mette in campo oltre 50 miliardi di investimenti pubblici e privati nelle green economy che si tradurranno nella creazione di migliaia di posti di lavoro. La scelta di incentivare gli investimenti delle imprese, alle infrastrutture sociali e al risparmio energetico nelle regioni del Mezzogiorno punta proprio a questo”. Per Oddati, si tratta solo del “primo passo di una visione che considera tutte le potenzialità del Mezzogiorno. Il piano per il Sud al quale sta lavorando il ministro Provenzano e che è stato annunciato dal Premier può mettere a frutto le scelte della manovra e segnare un punto di svolta per tutto il Paese”.

 

Passi avanti per una nuova stagione di crescita sostenibile

Per Chiara Braga, si tratta dell’avvio “nel nostro Paese una nuova stagione di crescita economica sostenibile. Il fondo di 50 miliardi per investimenti green delle amministrazioni centrali e territoriali, la proroga degli incentivi per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica degli edifici, il miliardo di euro per rilanciare una vera politica della casa e per migliorare la qualità della vita nelle periferie delle nostre città. Non solo investimenti pubblici ma anche incentivi e sgravi fiscali per accompagnare una transizione ambientale delle nostre imprese, confermando le misure di “Industria 4.0” per favorire il rinnovo dei sistemi produttivi verso un modello di economia circolare. Una legge di bilancio che non aumenta le tasse per i cittadini e sceglie invece con decisione la via di una crescita verde e più giusta della nostra economia: una priorità per il Partito Democratico e una grande occasione per l’Italia”.

 

Riportiamo il Paese dal caos alla normalità

Il ministro agli Affari regionali, Francesco Boccia, vede nella “legge di bilancio 2020-2022 il primo passo per riportare il Paese dal caos alla normalità”. Ribadendo, “cosa non scontata” il mancato aumento dell’Iva e l’abbassamento delle tasse sul lavoro, evidenzia la scelta di dare “un forte sostegno alle famiglie con asili nido gratis per molti nuclei famigliari, investimenti pubblici e una svolta ambientalista attesa da anni. Con le limitate risorse disponibili era necessario far scendere il Paese dalle montagne russe in cui era stato trascinato, tra conflitti politici e slogan leghisti”.

“Non siamo più isolati in Europa, lo spread è sotto controllo, adesso dobbiamo solo lavorare, insieme al Parlamento, per ridare al Paese certezze e la normalità che merita”, conclude il ministro.

 

Nostra priorità è il sostegno alle famihglie e ai lavoratori dipendenti

Cancellazione del superticket in sanità, riconferma di Ape social e Opzione donna, riduzione delle tasse ai lavoratori dipendenti, superbonus ed estrazione a premi per pagamenti elettronici e, ovviamente, sterilizzazione delle clausole di salvaguardia dell’Iva senza ritocchi o rimodulazioni delle aliquote. Sono questi i principali contenuti di una manovra che possiamo definire espansiva”. Così Maria Luisa Gnecchi, della segreteria nazionale dem, in una nota.

 

“L’asilo nido gratis – sottolinea Gnecchi – è una delle proposte più apprezzate e attese dalle famiglie. Basta ricordare che anche le famiglie meno abbienti ad oggi pagano l’asilo pubblico e solo in alcuni comuni in Italia i redditi più bassi usufruiscono del nido gratis. La scelta di destinare risorse per le famiglie a reddito basso è un investimento strategico che vogliamo mettere in luce e che comprende anche la creazione di un Fondo per avviare nel 2020 il riordino degli strumenti esistenti. Un passaggio indispensabile per realizzare l’assegno unico e la carta servizi per i figli. Una scelta che riconosce le famiglie come una priorità della propria azione e scelta politica”.