È la seconda volta che vengo in Calabria e non sarà certo l’ultima in questa terra bellissima a fianco di chi sta combattendo, di Callipo e di tutti i candidati. Hanno un obiettivo semplice: lottare e cambiare per far restare i giovani calabresi in Calabria e smetterla con una pratica che sembra condannare all’emigrazione forzata centinaia di migliaia di uomini, donne, giovani.

In Calabria dobbiamo distruggere la condanna a lasciare questa terra per tanti uomini, donne e giovani: è una missione culturale, politica, etica ed economica. Abbiamo bisogno di dare segnali per dire ai calabresi di tornare: con concorsi nella pubblica amministrazione, bandi per l’avvio di startup in beni confiscati alla ‘ndrangheta.

Dobbiamo valorizzare le esperienze positive, come Progetto Sud: una realtà di cui non solo la Calabria, ma tutta l’Italia devono essere orgogliose. In un bene confiscato alla criminalità organizzata ora ci sono associazioni che aiutano disabili, migranti, famiglie che hanno bisogno di una mano. Grazie a don Giacomo questo bellissimo progetto di solidarietà e coesione vive nonostante le intimidazioni ed è un simbolo del riscatto della Calabria che vogliamo realizzare insieme a Pippo Callipo. Un imprenditore onesto, che lotta contro il crimine e soprattutto indipendente.

Dobbiamo dare forza all’economia legale, ai diritti intesi come servizi che arrivano alla persona ma perché sono nella Costituzione: il diritto al lavoro, alla salute, alla casa.

La missione è questa e ringraziamo Callipo perché per rendere credibile questa battaglia c’era bisogno del primo gesto d’amore, quello di rimettersi in gioco, come ha fatto lui. Mi ha colpito lo slogan di Callipo ‘Io Resto in Calabria’, perché il suo è anche un esempio di vita.

 

Nicola Zingaretti