«Il centrosinistra, se i dati verranno confermati, segna una tendenza non solo di mantenimento ma di una posizione che si profila positiva», dice a caldo del commissario provinciale del Pd Michele Meta.

 

Un ballottaggio dal quale il PD può ripartire, in vista delle prossime elezioni regionali?

«È importante sottolineare come il centrosinistra, anche in luoghi dove sia prevalsa la natura civica delle liste, sia riuscito a tenere botta senza troppi problemi. Ovviamente non è il momento dei trionfalismi, però allo stesso tempo bisogna dire che nell’area metropolitana di Napoli, per i Comuni al voto al ballottaggio, ci sia una ventata di ottimismo».

 

Un dato che invece preoccupa riguarda la disaffezione che gli elettori hanno mostrato in queste amministrative, dove in alcuni Comuni non si è riusciti a raggiungere neanche la metà dei votanti.

«L’astensionismo è un dato preoccupante che riporta al centro un elemento di critica importante, nel rapporto tra amministrazione e società. Questo significa che la politica deve riflettere sugli errori commessi e riportare i cittadini al centro dell’agenda di governo. Per ridare fiducia agli elettori e mettere in campo una serie di azioni costruttive e soprattutto di rinnovamento c’è bisogno di nuovi programmi e di classi dirigenti che sappiano imprimere azioni di discontinuità rispetto al passato».

 

Ritenete ridimensionato, con questo voto, anche il fenomeno Lega?

«È un voto con una grande importanza di contenimento sulla deriva autoritaria di Salvini».

 

Guardando non troppo lontano ci sono le elezioni regionali. Cosa vi suggeriscono, a questo punto, i risultati delle Europee e delle Amministrative?

«Naturalmente non possiamo propagandare vittorie assolute, ma possiamo sicu ramente leggere con piacere alcuni risultati in territori in cui abbiamo dato chiara dichiarazione divoto seppur non presenti. Bisognerà in vista delle Regionali mettere in campo un’alleanza larga del centrosinistra per costruire una colazione vincente. Non possiamo non rivendicare quanto fatto in questi anni di governo regionale, così come non possiamo chiudere gli occhi sulle contraddizioni che ci sono oggi. Bisogna ricostruire un PD più forte. Un PD nuovo che riesca ad attrarre tutte le altre forze libere del centrosinistra e del mondo civico».