davide faraone
Alessandro Paris / Imagoeconomica

«Attenzione: se qualcuno pensa che il Pd debba tradire il Sud e puntare sulla questione settentrionale, rischia di subire un’altra sconfitta». Davide Faraone, segretario dei dem in Sicilia, dice di averne abbastanza: «Su questa secessione silenziosa si scherza con il fuoco. E purtroppo a farlo sono anche miei compagni di partito. Meglio che chi può e chi deve faccia sentire la propria voce».

 

Cosa la fa indignare tanto?

 

«Guardi, se c’è una questione da mettere al centro, per il Pd, è quella meridionale: al Sud il disagio è più forte, la disoccupazione giovanile è allarmante. Il tema non è togliere la zavorra perfar correre più veloci Veneto e Lombardia, ma come rimettere al passo le regioni del Mezzogiorno, senza assistenzialismo stile 5 Stelle ma investendo in infrastrutture, in zone economiche speciali, nel taglio delle tasse per chi investe».

 

Secondo lei non c’è percezione di questo problema nel Pd?

 

«C’è chi insegue la Lega sull’autonomia differenziata, riprendendo la teoria di D’Alema secondo cui il Carroccio è una costola della sinistra. Ma noi alle Politiche abbiamo perso soprattutto tra chi sta peggio, al Sud. Ed è da qui che dobbiamo ripartire con la nostra idea di sviluppo. Soprattutto perché tra la fotocopia e l’originale, gli elettori scelgono l’originale, quindi Salvini. Io non voglio essere la fotocopia di Salvini, né di Bussetti che insulta il Sud».

 

Le sue critiche sono rivolte al governatore dell’Emilia Bonaccini, che con Zaia e Fontana spinge per l’autonomia differenziata?

 

«No, ascolto però spesso nostri dirigenti che strizzano l’occhio alla Lega e poi vi sembra poco che su un argomento così importante non vogliono fare pronunciare il Parlamento?L’unità nazionale oggi non c’è nei fatti. Non va soltanto annunciato un pericolo, va contrastata la politica della Lega che vuole istituzionalizzare questa frattura Nord-Sud. Bisogna dire no a chi vuol spaccare il Paese e chiedo ai tre candidati alle primarie di pronunciarsi, rompendo un silenzio assordante. Non serve un Pd a trazione nordista, ci serve un partito che parli al Paese intero».