Spero di passare alla storia per aver difeso il modello Toscana in un momento così difficile e delicato. Quel modello che ci ha fatto conoscere in tutto il mondo”. Così Eugenio Giani, candidato alla presidenza della regione Toscana, in un’intervista a Il Manifesto, alla vigilia del voto. “lo vorrei – sottolinea Giani – che le persone votassero sul futuro di questa terra meravigliosa, non sul destino del governo Conte. E le invito fare questo. Salvini ha già provato a utilizzare l’Emilia per altre finalità. Poi dal 27 gennaio non si è fatto più vedere”.

 

“La percezione” di un voto che riveste un’importanza capitale per il futuro del governo, è, secondo Giani, un’idea “diffusa sui media nazionali, non credo che corrisponda al sentire profondo dei toscani. Io vorrei essere visto come un sindaco tra i sindaci, uno che sta in mezzo alla gente, non uno che ambisce a ruoli nazionali”.

 

La crisi morde anche da voi. Quali sentimenti ha incontrato tra le persone?

«Non parlerei di rabbia sociale, ma certamente di preoccupazione per l’economia. Ora arriveranno i soldi del Recovery Fund e si spera anche del Mes per la sanità, quasi un nuovo Piano Marshall. Solo il centrosinistra ha la credibilità per utilizzare bene questi fondi, con Salvini saremmo già stati fuori dall’euro.
 

Cosa vorrebbe cambiare del sistema toscano?

«Io manterrò la sanità pubblica per tutti, a differenza di Susanna Ceccardi della Lega che pensa a un modello lumbard. Vorrei però migliorare la sanità territoriale, aprire 30 nuove Case della salute. In economia vorrei mantenere il rapporto virtuoso pubblico-privato dei nostri distretti, dal cuoio al tessile alla meccanica, e fare un salto di qualità nella promozione dei nostri prodotti agricoli e della cultura, dalla musica ai beni monumentali».

 

A sinistra lei viene considerato troppo moderato

“Credo in una società che difenda alcuni valori: i diritti, la civiltà, l’apertura. In Toscana abbiamo abolito la pena di morte nel 1786, poi abbiamo fatto la Resistenza. Ma voglio tenere anche un profilo riformista, pragmatico, vorrei rivolgermi a una parte molto larga della società toscana”.
 

Il candidato di «Toscana a Sinistra» Tommaso Fattori ha detto al manifesto che tra lei e la sua avversaria sono più le somiglianze delle differenze.

“Tommaso mi pare abbagliato dall’integralismo ideologico e così rischia di fare come Ponzio Pilato, restare indifferente alla sfida. Io non voglio nuovi termovalorizzatori, la destra ne farebbe 10; io vorrei ripubblicizzare i servizi locali a partire dall’acqua, loro no; sulla sanità le differenze sono enormi. Potrei continuare…”.

 

L’intervista integrale su Il Manifesto