Zedda, l’ultimo salvagente del centrosinistra.

«Difendo Fort Alamo. Speriamo che a me finisca meglio dei texani».

 

Il Pd afflitto dalle sconfitte e dai guai del suo ex segretario costretto a sperare in uno che nel Pd manco c’è voluto entrare. E che ha invitato i dirigenti dem a non farsi vedere in campagna elettorale.

«Sono stato preso alla lettera: è venuto solo Zingaretti, ma per le primarie».

 

A proposito: lei chi sostiene?

«Non ho la tessera, non voto. Non so se ci sarà ancora un Pd nei prossimi mesi. L’esperienza sarda dovrebbe insegnare una cosa: questo Paese ha bisogno di una grande forza di sinistra antipopulista. Che insegua diritti e sogni e non selfie o procedure burocratiche interne. I dem? Possono essere alleati».

 

Vuole cambiare i connotati della sinistra con Pisapia e Pizzarotti.

«Immagino una coalizione civica dalle ali larghe, concreta, non rissosa. Che riscopra il piacere di fare politica dal vivo, non offline. Rinunciando a icone consumate. Che so, i tecnici…».

 

Riferimento a Pigliaru e alla sua giunta di centrosinistra sotto accusa per la riforma sanitaria: per lei è stata una zavorra?

«Devo essere sincero? Forse zavorra è poco».

 

Con Solinas, suo rivale, è stato alleato per un anno e mezzo.

«Poi lui ha tradito. Mi ha chiesto di farlo parlare con i dirigenti dem per avere un posto in Senato, l’ha fatto e se n’è andato da Zaia. Ora cerca un altro seggio. Anzi, un seggiolone. Io sono sereno: con Solinas ce la giochiamo per un pugno di voti. E le tante visite di Salvini dimostrano l’apprensione negli avversari».

 

La posta in palio per il ministro dell’Interno è alta.

«Dice che la sfida è fra la Lega e me: certo con questa affermazione non fa un favore ai suoi alleati Di Maio e Berlusconi. Per lui le elezioni sarde sono le primarie delle Europee. È chiara una cosa: in Sardegna se perdo io non vince Solinas, candidato senza volto che non va ai comizi e ai dibattiti tv, ma Salvini. Vogliamo una Regione teleguidata dal Nord? Da quei leghisti che oggi cercano un dialogo con i pastori dopo avere usato questo termine, pastori, per denigrare un intero popolo?».

 

Test nazionale. E lei si trova nelle vesti di anti-Salvini.

«Per lui la Sardegna può essere il trampolino definitivo di lancio verso un ruolo di punta magari in un governo di centrodestra. Mai visti tanti ministri tutti insieme qui: hanno risolto il problema del turismo fuori stagione…».

 

Salvini ha rintuzzato alcuni contestatori dicendo loro di “mettersi su un barcone con Zedda”. Che ne pensa?

«Che noi viviamo qui da generazioni e su un barcone dovrebbe salire lui e non tornare. In un’altra occasione gli è sfuggito un “andate a mungere le mucche”. Proprio non ce la fa, a non usare espressioni razziste. Io non so come reagirà l’elettorato, anche da queste partii’ virus dell’intolleranza si fa strada. Però gli indecisi sono tanti, la partita è aperta. È già un risultato».

 

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BREVE GUIDA AL VOTO

Intanto Matteo Ricci lancia l’appello al voto per domenica prossima: “Dalla Sardegna sono convinto che arriverà un segnale positivo per il Pd e il centro sinistra. Massimo Zedda, che tanto bene ha fatto nella sua esperienza amministrativa rappresenta la persona giusta e la prospettiva migliore per governare la Regione. Mi rivolgo quindi ai nostri elettori e ai nostri simpatizzanti affinché grazie al loro voto si possa giungere alla vittoria per il bene di tutta la Sardegna“.

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La Sardegna al voto

Per le elezioni regionali Sardegna le urne sono aperte dalle 7 alle 22 di domenica 24 febbraio 2019.

Per poter votare alle elezioni regionali della Sardegna occorre presentarsi presso il proprio seggio elettorale muniti della tessera elettorale e di un documento di riconoscimento. Qualora la tessera elettorale sia stata smarrita o si sia deteriorata, si può chiedere il duplicato o l’attestato sostitutivo rivolgendosi, anche negli stessi giorni della votazione, all’Ufficio elettorale del Comune di iscrizione nelle liste elettorali.

 

È prevista la possibilità del voto disgiunto: sulla scheda l’elettore può esprimere il proprio voto per un candidato alla Presidenza della Regione e può esprimere il proprio voto anche per una qualunque delle liste circoscrizionali, anche non collegata al Presidente votato.

É possibile esprimere uno o due voti di preferenza per i candidati consigliere delle liste circoscrizionali indicando il cognome ovvero il nome e il cognome dei candidati prescelti. Nel caso di espressione di due preferenze esse devono riguardare due candidati di genere diverso della stessa lista circoscrizionale.