Cinquanta sindaci della città metropolitana, di ogni colore politico, condividono con me un appello per chiedere al Governo di accedere subito alle risorse del Mes. Lo chiediamo perché riteniamo necessario non perdere l’occasione per investire nella nostra sanità. Abbiamo tutti fatto l’elogio dei medici e degli infermieri, adesso è il momento di mobilitarsi, le condizioni del Mes sono cambiate. Se cambiano le cose, ma la politica non cambia idea, è una politica inadeguata”. Lo dice il sindaco di Bologna e responsabile Aree metropolitane della Segreteria nazionale del Pd,  Virginio Merola in un’intervista pubblicata oggi sull’edizione bolognese de La Repubblica. Merola come gli altri suoi colleghi firmatari dell’appello vede “tutte le opportunità di usare la leva di questi fondi anche per un nuovo sviluppo economico”.

 

“Dobbiamo fare – spiega – le case della salute, istituire gli infermieri di quartiere, usare l’innovazione digitale finalmente a fin di bene, per la telemedicina, invece che per gli odiatori in rete. Abbiamo fatto un’eterna campagna elettorale sulle aree interne, noi abbiamo l’Appennino e stiamo considerando di aver chiuso troppi ospedali nelle aree montane. Bisogna essere conseguenti”.

 

“La nuova legge di bilancio – sottolinea Merola in un passaggio dell’intervista – di cui si discuterà da settembre dovrà affrontare il tema dell’occupazione, della riconversione dei lavoratori rimasti senza lavoro, della scuola. Tutti parlano di emergenza scuola e di emergenza occupazione, ma bisogna prevedere strumenti e fondi, non puoi pensare che lo Stato entri in tutte le aziende. Il Mes avrebbe l’effetto di liberare risorse anche per altri settori”. Quanto al M5s che sul Mes rischia di spaccarsi il sindaco avverte che “non c’èniente di male a cambiare idea quando cambiano le condizioni. Adesso mobilitarsi per il Mes significa mobilitarsi per la sanità“.