Festa Milano Rosato De Maria Tonini
Foto di Alfredo Bosco

‘Raccontiamo l’Italia. Le sfide della sinistra nel mondo che cambia’, dibattito serale dal palco della Festa nazionale de l’Unità a Milano, con con Ettore Rosato, capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati, Andrea De Maria, responsabile Formazione della Segreteria nazionale e Giorgio Tonini, della Segreteria nazionale, responsabile Autonomia, Sussidiarietà e Federalismo Regionale ed Europeo. Ha moderato il direttore de l’Unità, Erasmo D’Angelis.

 

In Europa l’unica grande sinistra europea è quella italiana: è stato questo il tema iniziale del dibattito.

 

Ettore Rosato ha ribadito “il bisogno di scelte concrete per dare un cuore all’Europa. Le cose fatte dal governo Renzi vanno tutte in questa direzione, al di la dell’egoismo manifesto di qualche Comune, Regione o Paese. Dobbiamo costruire un’Europa della solidarietà, nel rivedere la distribuzione delle quote dei richiedenti asili ad esempio, nonostante un trattato sbagliato che è quello di Dublino fatto dalla destra. La sfida se non la porta avanti il PD, la sinistra europea non è in grado di farlo. La strada da percorrere è lunga e ci vuole coraggio, investendo in scelte anche non immediatamente comprensibili.

 

Andrea De Maria ha sottolineato come grazie a Renzi “il PD ha aderito al Partito Socialista Europeo”, che non è un vero soggetto autonomo, ma una somma di partiti, incapace di mettere in campo una iniziativa autonoma. Per esistere, il socialismo e la sinistra europea devono pensare oltre i singoli Stati ed avere un pensiero autonomo. Oggi c’è una crisi specifica di questo modello, bisogna scoprire un ruolo che il PD può rivendicare: far incontrare diverse anime in un unico soggetto, per delineare una nuova stagione della sinistra europea. Quando facevo il Sindaco di Marzabotto nel 2002 il momento più bello è stato quando il presidente tedesco è venuto alla commemorazione della strage di Marzabotto; questa è la grande anima dell’Europa. L’Europa ha bisogno di una sinistra che svolga la propria funzione per affrontare le sfide che l’Europa ha di fronte oggi.

 

Giorgio Tonini ha parlato del pericolo del populismo europeo. In Europa queste forze formano insieme un cartello e ci troviamo di fronte a dei paradossi: la Lega Nord che si allea al fronte nazionale francese ad esempio. Queste forze hanno in comune la rivincita del mito della sovranità nazionale, noi invece stiamo seguendo l’altra strada, cercando di spingere l’integrazione europea sempre più avanti. C’è da sottolineare però che i problemi del nostro tempo sono troppo grandi per essere affrontati da un singolo Paese, per questo è importante che ‘per tenere l’oceano del nostro tempo’ si mantenga la moneta unica e la Banca Centrale Europea, per essere una potenza economica e finanziaria. Il secondo dato: l’Europa politica. Mario Draghi e le politiche del governo italiano in questi mesi hanno agito in questo senso grazie alle riforme messe in campo. In questo modo si è aperta la strada verso la politica monetaria espansiva.

 

Sulle sfide della sinistra oggi, Rosato ha ribadito come “gli italiani si aspettino una risposta dal PD e non da altri partiti”, per questo abbiamo la responsabilità delle scelte che facciamo. La più grande sfida è quella delle riforme costituzionali annunciate da 25 anni. Oggi siamo ad un passo così dal chiudere questa partita, con una riforma frutto di un grande dialogo, per discutere a lungo dei punti di mediazione, per portarlo poi alla Camera. Non possiamo continuare a pensare che la riforma perfetta è quella che non si fa. I giovani ad esempio, non devono più pensare di andarsene per trovare lavoro, per questo è necessario fare delle scelte, anche se faticose.

 

Per De Maria ‘avere la coscienza del ruolo del PD’ è la chiave per condurre in modo unitario il dibattito sia nel PD che nel Paese. La sinistra per vivere non potrà mai essere conservazione. Oggi con Renzi abbiamo una della leadership più forti mai avute e per questo rischiamo di avere un partito debole. Invece dobbiamo rafforzare il partito e radicarlo nella società. Questo è un tema molto serio da affrontare: l’unità e la coesione del Partito. Chi guida il PD ha la responsabilità di far sentire tutti fino in fondo nella propria casa all’interno del Partito democratico.

 

Tonini ha sì sottolineato ‘l’importanza del rispetto delle minoranze, ribadendo però il dovere di lealtà verso il partito. Si vota tutti uniti, il pluralismo e la disciplina di gruppo e di partito sono due facce della stessa medaglia, la decisione comune deve impegnare tutti, altrimenti ci si trova soli fuori dal partito.