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«Un’intesa tra Pd e M5s per le regionali è auspicabile, e si sta lavorando perché si concretizzi. E tra i nostri interlocutori del M5S in Parlamento, Regione e Comune ci sono segnali di interesse», spiega la senatrice ligure del Pd, Roberta Pinotti.

 

Senatrice, la vittoria in Emilia rafforza l’ipotesi di alleanze locali tra Pd e M5S?

«È vero che il contesto emiliano è specifico ma, se guardiamo alla Calabria, ci sono stati tre candidati diversi la cui somma dei voti avrebbe reso contendibile anche quella regione. Credo che di fronte a un campo che si unisce, come la destra, non si possanon pensare a un grande campo dall’altra parte. Ma non è solo questione di somme e numeri».

 

Anche di contenuti?

«Se governiamo insieme e vogliamo andare avanti per altri tre anni, anche per logica non si può escludere di presentarsi insieme. Partendo dal programma: economia verde, solidarietà, lavoro, sanità».

 

Non c’è il rischio che il cambio nei rapporti di forza porti tensioni tra alleati?

«Sono convinta che il governo esca rafforzato, e noi siamo interessati a parlare di temi. Orlando non si riferiva certo a rimpasti di governo: vogliamo prepararci alla verifica di governo chiesta da Conte. Non c’è arroganza nell’atteggiamento del Pd ma la sfida di rafforzare il governo. Al M5S dico che devono fidarsi, senza la logica di mettere bandierine».

 

In Liguria ci sono le condizioni per un’intesa?

«Io la auspico, ci spero e sto lavorando perché questa alleanza sia fattibile. Anche Grillo ha richiamato il Movimento all’esigenza di un progetto alto. Davanti a una destra unita, incapace e pericolosa, serve un unico campo di forze per un progetto riformista».

 

Nel M5S il voto online ha eletto Salvatore aspirante governatrice. Ma molti grillini liguri sono favorevoli a un’intesa. Ci sono margini?

«Noi dialoghiamo sia a Roma, con gli eletti in Parlamento del M5S, che nei gruppi di Regione e Comune con cui condividiamo l’opposizione al centrodestra. E mi risulta che ci sia molto interesse a ragionare per tenere aperta questa porta. Non trovo preclusioni, anzi: rispetto il loro dibattito interno ma posso confermare che i nostri interlocutori sono disponibili al confronto».

 

La comunità di San Benedetto ha indicato nel giornalista Sansa il profilo giusto. Condivide?

«Per rispetto alla persona, e al percorso che si sta facendo, non mi esprimo sui nomi. È una persona stimabile, e credo che le parole della comunità di San Benedetto ne diano atto».

 

Le Sardine possono aiutarvi anche in Liguria?

«In Emilia hanno dato una grande mano, ridando energia e coraggio e facendo rinascere la voglia di partecipazione. Ma dialoghiamoci rispettando il loro percorso e non mettendoci il cappello sopra».

 

In Regione si può vincere?

«La partita è aperta, e noi dobbiamo giocarla per vincere. Nel centrodes tra c’è un eccesso di sicurezza ma i liguri valuteranno i fatti. E non basteranno i tappeti rossi».