“Il Pd non accetta lezioni di riformismo da nessuno E poi il riformismo non è moderatismo. Il punto è decidere da che parte si vuole stare: c’è la destra e c’è la sinistra. O si sostiene Letta o si sostiene Salvini.

 

Giuseppe Provenzano, vicepresidente del Pd, a “La Nazione” lancia un messaggio a Italia Viva e al suo stesso partito: “Bisogna ascoltare tutti, anche un partito che vale l’1,2%. Ma il Pd non cede a nessun ricatto. Non ci sono contropartite nazionali, è in ballo il destino di un seggio elettorale per noi molto importante. Questo non è un gioco. La Toscana è stata teatro negli anni scorsi di una preoccupante avanzata della destra. Alle elezioni regionali abbiamo tenuto, ora anche da Siena deve partire il riscatto del centrosinistra toscano. Sia chiara una cosa: chi si sottrae dal sostenere Letta, vuol dire che sostiene Salvini”.

 

«Le suppletive non sono un gioco – incalza Provenzano -. Da Siena deve partire il riscatto toscano e il Pd ha candidato il segretario Enrico Letta. Per fortuna nelle ultime ore prevale ragionevolezza nelle parole di Renzi».

 

«Attraversiamo una delicatissima emergenza nazionale, in cui un’ampia e composita maggioranza ha risposto all’appello di Mattarella per sostenere Draghi. Ma noi continuiamo a essere alternativi a Salvini. Le sue ambiguità sui vaccini, le parole aberranti su Voghera, tratteggiano un universo politico e morale che dobbiamo battere alle elezioni. Questo carica il Pd della responsabilità di lanciare una proposta al Paese. Ma non lo faremo da soli, vogliamo aprirci, costruire alleanze sociali. È questo il senso delle agorà democratiche che partiranno a settembre».

 

In questa fase così delicata quali sono le sfide che il Pd non può perdere? «Lo dicevo poco fa: includere chi rischia di rimanere fuori dai processi di cambiamento. Uscire da questa crisi con più diritti e più giustizia sociale».