” I cittadini danno a noi la colpa di tutto: la rabbia cresce e le mafie la cavalcano. Gli amministratori pubblici sono già e saranno il primo bersaglio”, dice Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, intervistato da Repubblica. Durante il lockdwn ha ricevuto una lettera anonima con  foto di pistola e proiettili, e il messaggio eloquente “sappiamo dove abiti”.

 

Il rischio è che la criminalità organizzata faccia da  ammortizzatore sociale

 

“I mesi di lockdown hanno rafforzato il rapporto tra cittadini e sindaci ma ci hanno anche esposti come capro espiatorio per tutta una serie di criticità che, nella maggioranza dei casi, non rientrano nelle nostre competenze. Ci siamo trovati ad applicare decisioni di Stato e Regioni. Ora la questione sanitaria è sotto controllo ma quella socio-economica esploderà se lo Stato non darà risposte celeri. Il rischio è che la criminalità organizzata faccia da  ammortizzatore sociale”, evidenzia Ricci.

 

La parola d’ordine deve essere velocità

 

Per il sindaco di Pesaro, “la parola d’ordine deve essere velocità. Se albergatoti, ristoratoti, imprenditori restano senza lavoro e senza liquidità, se finisce la cassa integrazione per i dipendenti, se finiscono gli aiuti per le famiglie, a rimanere con il cerino in mano saremo noi sindaci, che abbiamo le indennità minori e le responsabilità maggiori. Non abbiamo neanche l’assicurazione per tutto quello che rischiamo”.

 

Siamo vittime di campagne d’odio sui social e quando le persone sono esasperate,  trovano terreno fertile per reazioni pericolose

 

La rabbia della gente e la minaccia della criminalità organizzata, per Ricci “sono due aspetti che si intersecano. I cittadini danno ai sindaci la colpa di tutto. Siamo vittime di campagne d’odio sui social e quando le persone sono esasperate,  trovano terreno fertile per reazioni pericolose. Il sindaco racchiude nella sua persona lo Stato che non va e la tutela degli amministratori locali è un tema molto serio che abbiamo posto al ministro” Lamorgese.

 

Tenere la guardia alta e velocità nelle procedure. No a regole farraginose perché la criminalità si infiltra nella burocrazia

 

Sul rischio corruzione e la possibilità che  la criminalità possa inserirsi nella ripartenza, Ricci invita a tenere alta l’attenzione:  “Siamo chiamati a gestire ingenti risorse statali ed europee per la ripresa economica. Il rischio corruzione c’è, dobbiamo tenere la guardia alta ma chiediamo velocità nelle procedure. No a regole farraginose perché la criminalità riesce a infiltrarsi nella burocrazia” .