Imagoeconomica

Il sindaco di Pesaro e presidente delle Autonomie locali italiane, Matteo Ricci, si dice «soddisfatto dell’equilibrio raggiunto con questo Dpcm» ma richiama all’unità “tra governo e regioni” e auspica “un tavolo di dialogo tra maggioranza e opposizione”.

 

Sindaco Ricci, come giudica l’ultimo provvedimento del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte?

Come autonomie locali avevamo chiesto programmazione, perché non era più possibile andare avanti con un Dpcm ogni due giorni. Il governo delle città stava diventando impossibile così come lagestione dellavita di famiglie, scuole e imprese. L’impostazione del Dpcm raccoglie questa richiesta, con tre aree di preoccupazione rispetto al contagio alle quali corrispondono chiusure ben definite. Siamo sulla strada giusta.

Cosa deve fare l’esecutivo per continuare su questo cammino?

Serve equilibrio tra la questione sanitaria e la preoccupazione per la crisi economica e quindi è importante che di pari passo con le chiusure arrivino immediatamente ulteriori ristori. Chiediamo infine quell’unità che ancora non c’è e a mio parere lalitigiosità delle regioni è inconcepibile. Serve unità d’intenti e occorre evitare protagonismi. I criteri sono oggettivi e nessuno vuol favorire mi territorio rispetto a un altro. Ora le regioni siano responsabili ed evitino inutili polemiche.

Qualcuno si sta già lamentando delle scelte del ministero della Salute per la divisione dei territori in zone di gravità. Crede che i parametri siano giusti?

I criteri devono essere definiti dalla comunità scientifica e dobbiamo fidarci di chi segue l’andamento epidemiologico. Fattori importanti sono la capienza delle terapie intensive e l’andamento della curva ma è anche importante, nelle decisioni da prendere, uscire dall’estemporaneità, con la prima verifica che si farà tra 15 giorni. Avremo queste regole o simili, azzardando, fino alla fine dell’inverno e tutti i cittadini tra pochi giorni capiranno quando si va intona verde, arancione o rossa e cosa implica. Se il governo riuscirà a garantire i ristori avremo raggiunto un buon equilibrio. Mi auguro che queste regole ci aiutino ad indebolire il virus.

A proposito di ristori, è già stato annunciato un decreto bis. Sarà sufficiente?

Le risorse non sono sufficienti e sono temporanee, ma dobbiamo sempre considerare il problema della tenuta e del bilancio dello Stato. Ci stiamo indebitando, è vero, ma la priorità ora è reggere un’economia ferita e colpita, per evitare un conflitto sociale ingestibile.

Pensa che la politica riuscirà a raggiungere quell’unità d’intenti che ha richiamato poco fa?

Non sono molto ottimista ma dobbiamo provarci fino in fondo. E spetta soprattutto al governo. Chi rappresenta la maggiordnza hala responsabilità del dialogo e sono fiducioso sull’atteggiamento di Forza Italia, meno su quello di Salvini e della Lega. É anche vero che questa pandemia dimostra che coloro che vogliono propagandare e lucrare su un’emergenza rischiano di uscirne male. Non possiamo continuamente creare polemica politica e spero prevalga il senso di responsabilità anche nella destra. Il dialogo degli ultimi giorni in Parlamento è importante perché ha dimostrato che su alcuni argomenti si può trovare una quadra e un ruolo fondamentale in questo momento è svolto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ringrazio perii suo impegno.

Cosa auspica per i prossimi mesi?

Sappiamo che da qui alla distribuzione del vaccino passeranno alcuni mesi, perché dovremo passare per la fase di produzione e campagna di vaccinazione. Abbiamo davanti a noi mesi molto complicati nei quali abbiamo bisogno di regole chiare. Dobbiamo muoverci con criteri oggettivi che inbase al miglioramento e al peggioramento in certe aree prevedano aperture e chiusure graduali. Rinnovo l’invito al governo a trovare untavolo di condivisione costante con l’opposizione.