Stefano Carpiello/Imagoeconomica

Governatore Enrico Rossi, perché non adottate la quarantena obbligatoria come chiesto da Roberto Burioni?

«La Toscana ha adottato al meglio le misure di prevenzione e di controllo e ha attuato una sorveglianza attiva. Non siamo noi, comunque, a poter decidere una misura come la quarantena, che tra l’altro non avrebbe alcun senso se fatta in una sola Regione. Mi risulta che la Lombardia abbia una delle più grandi comunità cinesi d’Italia. Visto che Burioni vive in quella Regione, ci dica cosa stanno facendo lì e come mai non attacca anche loro».

Lei ha definito fascioleghisti coloro che vi stanno attaccando perché non fare la quarantena obbligatoria. A chi si riferiva?

«Non ho definito Burioni un fascioleghista. Ho detto che chi critica le misure toscane, che sono in linea con quando disposto dal ministero, o non è informato, o è in malafede, oppure si tratta di qualcuno che apre la stura alla propaganda fascioleghista. Probabilmente quello del professore è il primo caso, anche se è grave che un influencer importante come lui non conosca queste cose».

Ma in quanti devono ancora tornare in Toscana dalla Cina?

«Il consolato ha parlato di 2.500 persone che stanno rientrando o sono già rientrate. Noi ne abbiamo 1.300 sulle quali esercitiamo un controllo quotidiano grazie alle Asl».

Ritiene di essere sotto attacco politico?

«I fascioleghisti hanno approfittato della situazione per attaccarci. Si alimenta la paura e il panico in modo strumentale, colpendo attraverso fake news le politiche regionali alla sanità, i dirigenti e se posso aggiungere, anche me personalmente».