Imagoeconomica
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Lettera di Nicola Zingaretti al Messaggero:

 

Gentile Direttore, l’iniziativa del governo su Roma rappresenta un ennesimo contributo positivo per il rilancio della Capitale, dopo l’impulso dato dai diversi governi negli ultimi anni. Di sicuro, l’iniziativa promossa dal ministro Calenda è in sintonia con le analisi e con le misure che proponiamo da mesi. Ma attenzione: sarebbe un errore pensare che i problemi della città siano solo le risorse o che si possano risolvere solo con un nuovo tavolo, in assenza di un’azione forte e di netta discontinuità sul campo dell’efficienza amministrativa e dei servizi. Lo abbiamo ribadito anche lo scorso giugno nell’iniziativa su Roma promossa dai sindacati: nella Capitale e nella sua provincia il valore aggiunto pro-capite diminuito del 10,5% rispetto ai valori pre-crisi, nonostante la tenuta del mercato del lavoro e uno stato di buona salute del tessuto imprenditoriale.

Dati che possono apparire come un paradosso, ma che invece ci indicano una strada. In questi anni, il nostro sistema economico ha sperimentato un aumento del numero di lavoratori e di imprese, senza però riuscire a innescare un percorso di vera crescita economica e senza generare più giustizia sociale: c’è stata, al contrario, una crescita a basso valore, con un impatto negativo sul versante della qualità del lavoro e della sua capacità di produrre reddito.

Il punto sostanziale è che la base della competitività di una grande area metropolitana è la qualità dei servizi. Roma le potenzialità le ha tutte, e non serve ripetercelo ogni volta: la bellezza, la cultura, la vitalità delle Pmi, settori industriali di valore internazionale, come l’audiovisivo, la presenza della ricerca e delle università…
Ma un’azienda, e vale per un bar come per una grande impresa, chiede prima di tutto, proprio come un cittadino, servizi efficienti: mobilità, pulizia, banda larga, celerità nella gestione della burocrazia, certezza dei tempi, legalità. Altrimenti sono tutte chiacchiere. Ed è qui che Roma è in piena decadenza. Poi, certo, sono fondamentali gli investimenti. Ma anche qui, credo sia opportuno ricordare come base di partenza di questa nuova iniziativa su Roma che risorse importanti e progetti concreti sono già in campo. Ciascuno però deve operare per metterli in atto. Noi stiamo facendo di tutto.

La Regione Lazio, a maggio, ha presentato e sta attuando un piano di dieci interventi per la Capitale da 2,6 miliardi di euro. Anche grazie agli accordi sottoscritti col governo Renzi nel Patto per il Lazio, investiamo su Roma intervenendo su tutti gli ambiti fondamentali: dal sostegno alle imprese alla difesa del lavoro, dalla rigenerazione urbana ai servizi per l’assistenza e la cura.

Abbiamo oltre 500 milioni di euro di sull’edilizia sanitaria nell’area metropolitana di Roma, a cui si aggiungono le risorse sbloccate proprio questa settimana dal Governo, tra cui 55 milioni di euro per l’ospedale Grassi di Ostia. Alcuni degli interventi progettati e finanziati sono già partiti, come il nodo del Pigneto, finanziato con 78 milioni di euro.

Altri sono ai nastri di partenza: proprio ieri abbiamo inviato alla Gazzetta ufficiale europea il bando per la gara da 120 milioni di euro per la ferrovia ex concessa Roma-Viterbo. Su altri interventi, come per esempio l’importante azione sulla mobilità sostenibile di Roma e per l’acquisto di bus ecologici da 54 milioni di euro, è necessario che chi deve finalizzare l’investimento acceleri. Visione, velocità, efficienza, concretezza: ecco che cosa serve al Governo e al rilancio di Roma.

Massima disponibilità, quindi, sul tavolo e a lavorare insieme. Ma attenzione al rischio di ripartire sempre da capo, con nuovi piani, mentre i cittadini e le imprese aspettano. Anche perché c’è già una strumentazione normativa da applicare, come il decreto legislativo del 18 aprile del 2012 n. 61, che riconosce a Roma Capitale uno statuto speciale e grazie a cui è stato istituito nel 2014 il Tavolo inter-istituzionale presso la Presidenza del Consiglio che ha permesso, tra l’altro, il riconoscimento di extra costi a favore della Capitale.
Che fine ha fatto, per esempio, quel tavolo? Quindi ci vuole innanzitutto serietà. Oltre ai cittadini, ci guarda il mondo.