“Non so se ci sarà un lieto fine. Ricordo bene il film Ritorno al Futuro. Ricordo anche che ci fu un sequel. E poi un altro. Il rischio è che si trasformi in una telenovela”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, parlando all’Università Humboldt in occasione della sua visita a Berlino, che prevede alle 15,30 un bilaterale con la cancelliera Angela Merkel, gioca col tema scelto per il suo discorso, “Europa: ritorno al futuro”, come il film degli anni ’80.

“La parola che manca all’Europa impaurita e impigrita è coraggio, ma nessuno può pronunciarla senza riflettere su cosa è oggi l’identità europea”, ha ammonito Renzi. “Senza identità vince la paura. Senza la capacità di credere in se stessi, non c’è coraggio. Se l’Europa che abbiamo oggi appare impigrita, stanca e senza coraggio”, questo dipende anche dal fatto che “in Europa parlare di identità era tabù, e per qualcuno era simil fascista usare questa parola”. Così “non le piccole pratiche burocratiche di ogni giorno, ma il grande tema dell’identità” dovrebbe essere oggi al centro delle riunioni di Bruxelles: “non vi affannate a cercare il cuore dell’Europa nei palazzi di Bruxelles, nelle cancellerie o nelle sedi dei partiti, simulacri vuoti. Il cuore dell’Europa è nelle università, dove si fa ricerca. Un’Europa fondata solo sull’euro è destinata a fallire. Non basta la sola visione economica per l’Europa” perché “questa visione, che forse ha funzionato per la Germania, non ha funzionato per l’Europa: la visione economica degli ultimi 15 anni ha fatto fallire gli obiettivi di Lisbona.”

“Che la decrescita sia felice lo può pensare solo chi non ha mai sentito quanto fa male il PIL col segno meno davanti: non sono statistiche, ma disoccupati, storie di persone in carne e ossa. C’è una terza via tra irresponsabilità e austerity. Questa terza via non sta nel referendum greco ma deve stare nell’agenda europea”.

Renzi torna a ripetere che quello indetto dal premier greco, “non è un referendum sulla simpatia di due leader, ma tra il ritorno alla Dracma e restare nell’Euro”. E ha denunciato come “davanti al burocratismo di oggi forse i padri fondatori dell’Europa si sarebbero chiesto se ne valesse la pena. Ciò che avviene in Grecia non è il paradigma della nuova Europa che abbiamo in mente. Siamo impegnati in maniera costante per evitare la Dracma e la soluzione del problema. Però dobbiamo essere molto attenti al rispetto delle regole.

Intervenendo sul tema dell’emergenza migranti, Renzi ha sottolineato il ruolo del Mediterraneo, che ” riesce nell’impresa di infuocare ed annegare allo stesso tempo, sfidando l’indifferenza di una Europa che fa finta di non vedere”. “Recupereremo tutti i corpi di quel tragico naufragio. Perché hanno diritto a una degna sepoltura. Devono rimanere in Italia, o in Europa, quanti ne hanno diritto; devono essere rimandato in ieri quello che non hanno questo diritto. Ma tutti, tutti devono essere salvati”.

Secondo il presidente del Consiglio, “chiudere Schengen non serve a impedire l’ingresso” di terroristi. “Paradossalmente riesce in quello di impedirne l’uscita. Ci si alza in piedi gridando aboliamo Schengen davanti agli attacchi terroristici. Salvo poi scoprire che il terrorista è un tuo concittadino”, ha aggiunto. Al proposito, ha sottolineato come “pensare di andare alla guerra contro il terrorismo lasciando fuori la Russia è un errore strategico. La Russia, nostro partner, deve tornare nel consesso Europeo”.

“Oggi il partito che guido, il Pd, è stato il più votato alle europee. Ma la cosa che più mi colpisce è la certificazione che questo partito è il partito di maggioranza relativa. Ecco perché abbiamo aperto sette cantieri, tra i quali la riforma elettorale e le riforme costituzionali”. Il premier ha poi citato i ‘cantieri’ del jobs Act, dei diritti, del fisco, della giustizia, della scuola e degli eventi, come Expo. “Questo è ciò che vogliamo fare in Italia e stiamo facendo. L’unico strumento per dire che siamo credibili”.