“Mettiamo in campo subito una generosa accoglienza dando così concreta dimostrazione di solidarietà. Facciamo quel che facemmo di fronte al dramma cileno, quando accogliemmo in tanti Comuni profughi ed esuli”.

Così ad ‘Avvenire’ il presidente della Commissione Esteri della Camera, Piero Fassino, parlando della situazione in Afghanistan.

 

Quanto ai corridoi umanitari, sono una giusta sollecitazione, ma non si fanno senza l’autorizzazione delle autorità del territorio da cui si parte. Bisogna lavorare per capire quando e per quanti sia fattibile e in quali tempi“, osserva l’esponente dem, che poi aggiunge: “Non stiamo operando in un terreno gestito da noi. Lì ora il potere ce l’hanno i talebani e per fare i corridoi umanitari occorre negoziare con loro. E dobbiamo avere la garanzia che i nominativi delle persone da trasferire non sia sindacabile. Non può accadere che se forniamo una lista di 100 nomi 50 vengono autorizzati e 50 no. Perché da un minuto dopo i 50 respinti sono a rischio della vita. Devono poter partire senza ostacoli tutti quelli che chiediamo di imbarcare, servono negoziati impegnativi”.