Imagoeconomica

Poco prima della marcia trionfale, il presidente francese ha risposto alle nostre domande sul futuro dell`Ue e dei neoeuropeisti che si ispirano a lui. Ci ha parlato di come creare l`asse con `Italia, con una citazione che ama (…)

 

“Bisogna ispirarsi alle idee migliori e mi ricordo del bellissimo discorso pronunciato da Matteo Renzi alla Sorbona dopo gli attentati del 13 novembre. Aveva detto: `Tutte le risposte agli attacchi devono essere composte da due ingredienti: da un lato la sicurezza, dall`altro la cultura`. Il `bonus cultura` è uno strumento innovativo per portare avanti questa battaglia, per cambiare sguardo: spetta a ogni individuo, a ogni giovane compiere il proprio percorso nella cultura e il ruolo della nostra società è quello di dargli gli strumenti per intraprendere questa via”, dice Macron, che ha sempre guardato con grande interesse le vicende italiane. Da quando Renzi e i suoi fedelissimi hanno lanciato “incammino2017“, traduzione letterale di En Marche!, la cerchia macronista scruta movimenti del leader del Partito democratico.

 

L`ex presidente del Consiglio italiano vuole rimettersi in cammino dopo la sconfitta del referendum costituzionale e non esita a sottolineare le numerose affinità con Macron. Questa adesione alla sua dinamica e più in generale al suo progetto è vista di buon occhio a Parigi, che però non si esprime sull’operazione renziana di ritorno al vertice del paese. “Non ho alcun giudizio da dare su una questione di politica interna”, ha detto Macron, prima di aggiungere:

 

“Tuttavia, se il nostro movimento, compreso il suo nome, può ispirare i progressisti in Europa, può raggruppare, rinnovare l`azione politica e difendere la rifondazione dell`Europa, non posso che essere favorevole”.

 

In occasione della riforma della scuola, Renzi ha affermato ad alta voce che il liceo classico, che corrisponde in Francia al “lycée littéraire”, è il centro dell`educazione nazionale, sottolineando che il latino e il greco sono intoccabili. In Francia, invece, c`è stata una grande levata di scudi in seguito alla riforma dell`ex ministra dell`Istruzione, Najat Vallaud-Belkacem, che ha ridotto le ore di latino e di greco e smantellato le classi bilingue. Sarà uno degli obiettivi principali della riforma quello di ripristinare il ruolo centrale del latino e del greco nella scuola repubblicana? “Sono d`accordo (con Renzi, ndr) e l`ho detto chiaramente in questa campagna: voglio nuovamente sviluppare l`insegnamento del latino e del greco e desidero ritornare su altri aspetti negativi della riforma del collège (la nostra scuola media, ndr), ripristinando le classi bilingue, che incoraggiano in particolare l`apprendimento del tedesco”, spiega Macron, sottolineando il tedesco non a caso, ora che quell`asse Parigi-Berlino deve rinsaldarsi rapidamente.

 

Ma l`inquilino dell`Eliseo è convinto che anche l’asse Parigi-Roma sarà fondamentale per rifondare l`Europa, che l`Italia avrà un ruolo centrale per il rilancio del sogno europeo. Macron, che accoglie domenica sera il premier italiano Paolo Gentiloni a Parigi, ha un rapporto più che speciale con l`Italia. In  un`intervista rilasciata a questo quotidiano nel dicembre 2016, aveva detto che è il paese, più di tutti gli altri, dove ama recarsi quando esce dalla Francia. “Lo confermo! – ribadisce oggi – L`Italia è per me un concentrato dello charme europeo: dei paesaggi umani, una cultura della tavola dove ci si ritrova a dibattere, ad amarsi, a litigare talvolta, la traccia vivente dei nostri grandi patrimoni culturali, dal genio romano all’umanesimo moderno. Tutto questo, lo si respira in ogni angolo d`Italia”. E Napoli, con la sua “energia ribelle”, è la sua città preferita. “Napoli non è una città facile, si dirvela poco a poco, non la si conosce mai veramente”.

 

Il rapporto culturale con il nostro paese è un rapporto vivace, passionale, e se c`è da citare uno scrittore che lo affascina più degli altri Macron dice Italo Svevo: “Come Stefan Zweig, è l`incarnazione di questa Europa del primo Novecento: cosmopolita, curiosa, e che vede un mondo sparire davanti ai suoi occhi. Mi piacciono moltissimo anche Dario Fo e Umberto Eco”. La conclusione è sul “Principe” di Machiavelli, al quale Macron ha consacrato la sua tesi di master all`università di Paris-X Nanterre: “So che tutto ciò che dirò a questo proposito sarà interpretato alla luce della politica moderna! Il più bel riassunto della sua opera è per me il commento di JeanJacques Rousseau: `Fingendo di dare delle lezioni ai re, ne ha date di grandi ai popoli`”.

 

Il testo integrale dell’intervista è su Il Foglio