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“L’Europa nata nel nome del coraggio non deve cedere alla paura. L’Italia farà orgogliosamente la sua parte”.
Così Matteo Renzi nel suo intervento alla 70° Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Di seguito il video, e il testo del discorso.

Signor Presidente, distinti colleghi, Signore e Signori.

Parlo a nome di un popolo generoso e responsabile che si impegna nel salvataggio di migliaia di fratelli e sorelle nel cuore del Mediterraneo. Sento su di me la responsabilità di prendere la parola in quest’aula che è stata testimone di tanti momenti cruciali nella storia degli ultimi 70 anni. In ogni parte del mondo, la vita pubblica è sempre più appiattita sul presente, il ciclo delle notizie accelera. Discutiamo di temi fondamentali con l’occhio sempre rivolto ad uno dei mille schermi che ci circondano: le tv dell’informazione continua, internet e i social network. Appartengo alla generazione per la quale la rete è un orizzonte di libertà. Ma il rischio è ridurre l’orizzonte della discussione al prossimo sondaggio o al prossimo tweet. Per questo è un privilegio immenso entrare in questa sala. Ed è un privilegio che ci impone di compiere un gesto molto semplice: spegnere il cellulare. Rifiutare la dittatura dell’istante. Staccarci dalla contingenza per entrare insieme in un tempo più lungo: quello dell’epoca che stiamo vivendo e delle grandi sfide davanti a noi.

 

Se osservate l’Italia su una carta geografica, vi renderete conto che ha la forma di un ponte. Un ponte tra il Nord e il Sud, tra l’Europa e l’Africa; tra Est e Ovest, proteso verso i Balcani e il Medio Oriente. E’ la ragione per la quale l’Italia è, da sempre, uno straordinario laboratorio culturale, attraversato da influenze di ogni genere. Per questo siamo stati i primi, in Europa, a cogliere la dimensione epocale di quanto accade nel Mediterraneo. Fin dall’inizio abbiamo detto: la questione dei rifugiati non è una questione di numeri. Il problema oggi non sono i numeri ma la paura. La paura che attraversa le nostre società e che dobbiamo prendere sul serio, se davvero vogliamo sconfiggerla. L’Europa è nata per sconfiggere la paura, per sostituirla con l’ideale della pace, della cooperazione e della civiltà. E per moltissimo tempo ha assolto a questa missione con straordinario successo.

 

Per chi, come me, ha assistito da giovane al crollo del muro di Berlino e ha trovato in quell’evento una delle ragioni per impegnarsi in politica, l’idea di veder sorgere nuovi muri è intollerabile. L’Europa è nata per abbattere muri, non per costruirli. Per questa ragione l’Italia è in prima linea nel salvataggio migliaia di migranti che fuggono dalla guerra e dalla disperazione.

 

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