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“Venire qui è il pellegrinaggio delle donne e degli uomini che non si stancano di domandare pace per Gerusalemme”, così Matteo Renzi inizia il suo discorso alla Knesset, ringraziando “Asher Dishon, che 70 anni fa fu tra i ragazzi arruolati nella brigata ebraica per la nostra libertà”, ricordando “Elio Toaff, che lottò contro lo squallore delle leggi razziali e si impegnò nella lotta di Liberazione.

 

“Chi pensa di boicottare Israele non si rende conto di boicottare se stesso, di tradire il proprio futuro. Possiamo avere opinioni diverse, è accaduto e continuerà ad accadere. Ma l’Italia sarà sempre in prima linea nel forum europeo e internazionale contro ogni forma di boicottaggio sterile e stupido”, ha assicurato il premier. “Israele non e’ una gentile concessione dopo la Shoah: non solo avete il diritto di esistere, ma anche il dovere di esistere e di resistere”.

 

La “pace sarà possibile solo con due stati e due popoli, e solo se sarà garantita piena sicurezza di tutti: il diritto dello stato palestinese all’autodeterminazione e quello dello stato ebraico alla propria sicurezza: lo dico qui e lo ripeterò a Betlemme incontrando il leader dell’Anp”, Abu Mazen. Sulla questione palestinese, Renzi ha chiarito che “l’Italia aiuterà i territori palestinesi ad uscire dalle difficoltà in cui si trovano, a partire dai bambini”.

 

Sulla difficile stuazione internazionale, il presidente del Consiglio ha ricordato come “il terrorismo”quando “non riesce a farci morire, prova a farci vivere in modo orribile, rinchiusi nelle nostre paure. Combatteremo dalla parte giusta, con voi, con gli Stati Uniti e Onu, ma anche con la Russia e con i Paesi arabi moderati”.

 

L’Italia con gli Usa ritiene che “l’accordo sul nucleare iraniano è un compromesso utile a rendere più sicura la regione, ma siamo pronti a verificarne l’ implementazione” giorno per giorno perché “sulla sicurezza di Israele non ci possono essere compromessi”.

 

“La vostra sicurezza è anche la nostra sicurezza, il vostro destino è il nostro destino e insieme costruiremo un mondo migliore”, sono le parole con le quali il premier ha concluso, fra gli applausi dei parlamentari e leader politici presenti, fra i quali Netanyahu, il suo intervento.

 

Nel pomeriggio, il premier si è recato a Betlemme per incontrare il leader dell’Anp Abu Mazen, ribadendo l’impegno dell’Italia “in prima linea nello stanziamento di fondi per la Palestina”.

 

Il capo del governo italiano si è detto “certo che Abu Mazen farà di tutto per combattere il terrorismo”, e ha ringraziato il presidente dell’Autorità nazionale palestinese per i “sentimenti di vicinanza che ci ha rivolto sugli eventi del Cairo”, in riferimento all’attacco al consolato italiano dell’11 luglio scorso. L’attentato, ha detto il premier, “non ci distoglie dalla voglia di lavorare tutti insieme contro terrorismo e fanatismo”.

 

Il premier ha assicurato “tutta la disponibilità da parte dell’Italia a continuare a investire nell’amicizia con il popolo palestinese per raggiungere la pace dei figli di Abramo, ovvero la prospettiva nella nostra generazione di raggiungere finalmente al risultato storico della pace in questa regione”.