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Il 23 è 24 novembre una delegazione del Partito del Socialismo Europeo (PSE), guidata dal vicesegretario del Partito Democratico Andrea Orlando e dalla europarlamentare svedese Evin Incir e composta da Giacomo Filibeck, segretario generale aggiunto del PSE e dal coordinatore del dipartimento internazionale del PD Luciano Vecchi, ha effettuato una missione di solidarietà nel sud-est della Turchia e nella zona di confine con la Siria.

 

“A Diyarbakir abbiamo incontrato la moglie di Selahattin Demirtas, leader del partito HDP – che raccoglie la maggioranza del voto kurdo in Turchia – alla quale è stata trasmessa la solidarietà delle forze democratiche e progressiste internazionali nei confronti della lotta politica e pacifica per la pace e la democratizzazione della Turchia. Demirtas si trova, da tre anni, detenuto per ragioni politiche nelle carceri turche, in palese violazione di qualunque principio dello Stato di diritto.”

Così ha dichiarato il vicesegretario del PD.

 

Nella città frontaliera di Nusaybin la delegazione ha reso visita alle famiglie delle vittime dell’azione militare turca nel nord-ovest della Siria ed incontrato le “madri per la pace, movimento simile alle “nonne di piazza di Maggio” argentine.

“Abbiamo potuto constatare – ha sottolineato Andrea Orlando – come persino gli “effetti collaterali” della guerra nel Rojava abbiano provocato vittime e devastazioni anche tra le popolazioni kurde del sud-est anatolico”.

 

Infine si è svolto un incontro con numerosi sindaci ed amministratori locali dell’HDP che, nonostante godano di un ampio consenso delle loro popolazioni, sono stati destituiti, per ragioni politiche dalle autorità centrali turche.

 

“La nostra missione – ha concluso Orlando – vuole testimoniare la vicinanza dei progressisti italiani ed europei alle popolazioni kurde colpite dal conflitto e da una inaccettabile repressione politica e culturale e manifestare l’impegno per la pace, la Democrazia e il rispetto dei diritti umani in Turchia e contro ogni pratica di discriminazione etnica che si sta acuendo, in particolare contro i kurdi”.

 

“L’Unione Europea e la comunità internazionale devono intensificare la propria iniziativa nei confronti del governo di Erdogan affinché su riapra un cammino di pacificazione, unica alternativa ad ulteriori, drammatiche avventure”.