Ph. Imagoeconomica
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“Le decisioni e le scelte che riguardano i cittadini europei e le istituzioni comunitarie devono essere prese in modo pubblico, trasparente e motivato, coinvolgendo anche il Parlamento europeo.

I ministri e i governi devono rendere conto agli elettori dei propri voti così come facciamo noi eurodeputati.

I ‘mercanteggiamenti’ a porte chiuse tra Governi nazionali e i sorteggi non possono essere dei sistemi accettabili per un’Unione europea che voglia conquistare la fiducia dei cittadini”.

È questo il senso del messaggio contenuto nella lettera, con la richiesta di un radicale cambiamento delle regole, inviata oggi dagli eurodeputati Pd ai vertici comunitari, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, il presidente del Consiglio Donald Tusk e il presidente del Parlamento Antonio Tajani, all’indomani dell’assegnazione della nuova sede delle due agenzie Ema e Eba attraverso un sistema di voti a porte chiuse tra ministri e con i sorteggi finali tra le due città candidate finaliste.

Milano candidata migliore per meriti


“Milano – spiegano gli europarlamentari democratici – era sicuramente la candidata migliore dal punto di vista dei meriti, anche se Amsterdam resta una scelta che garantisce l’interesse dei pazienti europei che contano sul buon lavoro dell’Agenzia europea per i medicinali.

In questi mesi l’Italia ha comunque dimostrato di essere capace di stare in Europa in modo maturo, autorevole e competente, portando avanti in modo bipartisan la candidatura del capoluogo lombardo e gli interessi del Paese. Il risultato si è visto nelle votazioni in cui Milano è in assoluto la città che ha raccolto più consensi.

Ora la politica italiana deve fare tesoro di questa esperienza, così come deve trarre le dovute lezioni dall’esperienza di Barcellona, che era un’ottima candidatura eliminata dall’avventura autonomista, e da quella di Londra, che continua a pagare un prezzo altissimo per non aver saputo fermare in tempo le derive euroscettiche”.