“Penso che lo shock sia servito. Per me non è stata una scelta facile o una passeggiata ma chiusa la delegazione di governo ho detto la verità per evitare il grande rischio di far coincidere l’avvio del governo Draghi con una guerriglia permanente e continua all’interno del Pd, con un Pd imploso”.

Lo dice il presidente del Lazio Nicola Zingaretti alla Festa dell’Unità di Bologna, tornando sulla vicenda delle sue dimissioni dalla segreteria del partito.

Zingaretti è stato accolto da un caloro applauso della platea. “Se qualcuno ha pensato che la mia denuncia fosse un piccone contro il Pd ha sbagliato, era una pala per ripartire e il Pd può essere ora primo partito. Ma è stato doloroso, ve lo assicuro”.

“E’ possibile che tra qualche giorno saremo il primo partito politico italiano e vinceremo tutte le grandi città”.

 

“La vera novità di queste settimane è che non esiste il centrodestra. Abbiamo il no dei Fratelli d’Italia, il nì della Lega e il sì di Forza Italia. La Lega di Salvini sta in questa compagine governativa solo perchè costretta dal suo elettorato del Nord che non ne vuol sentire parlare di rompere con l’Europa”.

“La destra ha un forte radicamento sociale perchè la rabbia e la paura per il futuro dà al populismo la forza di rappresentare i problemi ma non di risolverli – ha proseguito Zingaretti – E l’altra novità è che possiamo impadronirci di due parole: libertà e sicurezza“.

“La Lega subisce questo governo, incalzata da Fratelli d’Italia a e ogni giorno crea un problema per rappresentare dei disvalori e cavalcare umore di tanta gente disperata. Ma questo non aiuta l’Italia e la ripresa”.

“Di errori ce ne sono stati tanti: no alle mascherine e al lockdown, fanno l’occhiolino ai no vax – sottolinea Zingaretti – Scelte che se fossero state adottate avrebbero messo l’Italia in ginocchio, e nessuno può negare che chi ha tirato fuori l’Italia da questi due anni difficili è stato il Pd con la sua coerenza”.

 

“Sono contento di essere un po’ più libero di dire alcune cose palesi: ora anche a livello nazionale, col sistema maggioritario, dobbiamo andare avanti con un campo di forze largo, per una proposta competitiva e vincente. Sono contento che la storia ci stia dando ragione”. Lo dice il presidente del Lazio ed ex segretario Pd Nicola Zingaretti alla festa dell’Unità di Bologna, rispondendo a una domanda sull’alleanza con il M5s guidato da Giuseppe Conte.

“Ho sempre detto che il Pd non deve essere un partito del leader ma con un leader, farò di tutto per allargarne i confini”, aggiunge.

 

Vaccino? Dobbiamo fare di tutto per convincere le persone. Nei no-vax c’è di tutto: chi ha dei dubbi o il pazzo neo-fascista che vuole fare saltare il sistema. Se fra qualche settimana ci dovessimo accorgere che l’Italia è in pericolo perchè non si raggiungono livelli sufficienti, credo che dovremo valutare l’obbligo vaccinale”.

La libertà è rappresentata dal vaccino, non dal contrario. Se si deve aver paura di qualcosa è della morte, non di ciò che la impedisce – ha sottolineato Zingaretti – Tra qualche settimana c’è il derby e io sto convincendo Roma e Lazio per fare delle loro sedi i due centri vaccinali per i tifosi”.

 

“Nel Lazio nessuno ha vinto due volte le elezioni regionali, i presidenti di solito durano poco. Sono orgoglioso di aver sfatato questa maledizione. Al di là dello statuto, non mi ricandiderei: qualsiasi scelta dovrà essere fatta sotto il ‘noi’, farò quello che sarà più utile”.

“Se potrò dare una mano – prosegue – a ricostruire un’identità unitaria, lo farò. Non dobbiamo farlo in gruppetti che litigano sulle virgole, ma insieme”.