Foto - Stefano Bentini

In diretta dalla Festa nazionale dell’Unità a Ravenna: ‘Hate speech: chi odia avvelenena anche te! Digli di smettere‘ con Maria Elena Boschi, Daniele Cinà, autore del libro “Il cavallo di Troia”, esperto digitale, Jacopo Iacoboni, giornalista e autore di vari saggi e libri, Anna Rossomando, senatrice PD, Salvatore Tesoriero, avvocato di Carola Rakete, moderati da Letizia Magnani.

 

L’evento è stato organizzato dalla Conferenza nazionale delle donne democratiche dalla quale accogliamo il messaggio di ‘grande solidarietà a Teresa Bellanova a Paola De Micheli‘, neoministre del nuovo Governo, per gli attacchi sessisti subiti in queste ore.

 

Boschi: “Gli attacchi di questi giorni sono rivolti a Paola e Teresa non per il loro lavoro o la loro competenza ma per elementi che riguardano l’estetica. E questo tipo di attacchi si fanno solo alle donne impegnate in politica o che ricoprono ruoli pubblici in altri ambiti. C’è da evidenziare però che Teresa e Paola hanno avuto un sostegno da tutti in modo trasversale, mentre, quando giurai da ministro al Quirinale ebbi gli stessi attacchi ma allora non ci fu una grande risposta, Quindi in 5 anni qualcosa è cambiato anche se gli insulti sono gli stessi. C’è da lavorare sul piano culturale: le donne fanno il doppio del lavoro dell’uomo per ricoprire una posizione e questo va cambiato. L’importante è non abituarsi a queste dinamiche, dobbiamo continuare ad indignarci con tolleranza zero e ripensare alle regole per tutela le donne. Quando ho risposto ad agosto ironicamente con una foto in costume ad un attacco di Salvini ne è conseguito che io ho ricevuto parecchie critiche per quella foto e lui che dal Papeete faceva politica in costume da bagno e non passava una giornata al mare come me, nessuna”.

 

Rossomando: “Ad essere discriminate non sono solo le donne ma chi è definito diverso. Bisogna denunciare quando si aggredisce una donna anche solo verbalmente e solo in quanto donna, perché è un attacco alla dignità di tutti. Bisogna cambiare la cultura del Paese è necessaria una assunzione collettiva di responsabilità. E’ patrimonio della sinistra conquistare i diritti di ‘parti’ come diritti di tutti. Se c’è un arretramento di un pezzo di società c’è un arretramento di tutti, non dimentichiamolo. In questo anno e mezzo si è verificata l’esibizione del corpo del potere da parte di Salvini e questa non è una novità storicamente. In questi mesi abbiamo assistito ad un attacco alla dignità delle istituzioni e della democrazia. Usare e personalizzare le istituzione va al di là del cattivo gusto sul quale si può fare ironia”.

 

Iacoboni: “Le donne sono colpite perchè sono un bersaglio facile e debole. Ma questi attacchi di cui parliamo, sono stati costruiti ad arte, dietro ci sono strutturate associazioni e organizzazioni parapolitiche. Il mondo della Lega e del Movimento di Casaleggio hanno costruito mondi di falsi. Ad esempio la foto fake di Boschi e Boldrini, presenti al funerale di Riina, è girata in blog specifici, proprio di appannaggio di gruppi appartenenti a questi partiti. Per questo, il racconto del M5s costola della sinistra non è secondo me sempre calzante. Nella storia di Carola Rakete ad esempio, le foto uscite dagli uffici di polizia erano presenti per prime proprio in pagine appartenenti a queste organizzazioni. La domanda che sorge è: si riuscirà a trovare una sintesi tra populismo e non populismo ?”

 

Cinà: “Le donne prima ancora dei migranti sono il principale bersaglio sui social. L’attacco gestito ad hoc subito da Bellanova però è stato uno tsunami, perchè la risposta agli attacchi sessisti è stata bellissima. Abbiamo conosciuto la storia della sua vita che da bracciante è diventata ministra. Su Maria Elena invece  è stato compiuto un cosiddetto ‘assassinio digitale’, per distruggere una persona nei sui affetti e nella sua personalità e facendola apparire in modo diverso. Tutto questo odio c’è perché l’odio genera profitto. L’odio produce dei click sui siti, genera traffico, si monetizza. Ma oltre a quella economica c’è la monetizzazione del consenso. Sappiamo chi ha portato la sua ‘bestia’ all’interno del Ministero per seminare odio, uno staff di 15 persone che lavoravano giorno e notte. Lo faranno ancora, ma non dentro un Ministero finalmente, istituzione, preposta invece a combattere l’odio. Oltre 14 0100 post contro i migranti dalla pagina di Salvini e quell’odio non se ne va facilmente e prima o poi esce dai social e diventa pericoloso, come raccontano fatti di cronaca”.

 

Tesoriero: “Carola Rakete è perfetta per attirare odio. Anche il fatto che sia tedesca è una stigmatizzazione. Poi è donna ed è paladina delle istanze dei migranti e viene attaccata dal più truce degli attacchi sessisti, l’augurio di uno stupro. Questo denota la cifra drammatica di dove siamo giunti e l’esasperazione diffusa. In questa vicenda tante sono state le interpretazioni errate: quelle delle ONG ad esempio, sono navi private che si occupano di salvare in mare i migranti in pericolo eppure sono state descritte in altro modo da parecchi media”.