Foto - Stefano Bentini

In diretta dalla Festa Nazionale dell’Unità a Ravenna, il dibattito: “Il PD per una nuova stagione dei diritti“.
Con  la senatrice del PD, Monica Cirinnà, Cecilia D’Elia, che si occupa di politiche di genere, Patrizio Gonnella, giurista e filosofo del diritto, Sergio Lo Giudice, senatore PD, Angelo Schillaci. Modera: Riccardo Tagliati

 

Cirinnà: “Conosciamo la grande trasversalità del mondo conservatore e molti vedono l’espansione di alcuni diritti come un pericolo. Con il nuovo Governo, l’area estrema e ultraconservatrice però, senza Fontana, sarà sicuramente meno legittimata. Le prime sfide che dovremmo lanciare ai nuovi partner di governo saranno quelle sulla legge contro l’omofobia, e stracciare il testo del Ddl Pillon, dove ancora sono apposte le firme del M5s. Il PD è la parte più garantista del governo e dovremo impegnarci per affermare i nostri principi. Noi dovremo capire se fidarci del M5s che fino a ieri ci definiva il partito di Bibbiano.

Il linguaggio d’odio è devastante ad esempio, Teresa Bellanova è stata aspramente criticata e offesa sul look e la formazione scolastica. Spesso si colpiscono le persone e soprattutto le donne, non nel merito di quello che fanno ma solo sulla superficialità delle questioni”.

 

D’Elia: “Per aprire una nuova stagione dei diritti e costruire un governo di svolta e discontinuità non dobbiamo dimenticare l’incubo precedente. Abbiamo visto ‘il mostro’ e quanto consenso può strappare alla società. Dobbiamo stare tra la gente, per smontare una narrazione di odio che è stata portata avanti in questi mesi. Sui diritti siamo stati subalterni all’idea dell’affermazione degli stessi in questi mesi. Dobbiamo costruire un programma politico di convivenza e libertà tra la gente. Anche la cultura patriarcale inoltre va combattuta e ribaltata. Costruiamo una rivoluzione culturale se prendiamo sul serio il disagio sociale“.

 

Lo Giudice: “Il disegno di legge Pillon e il decreto con il quale Salvini ha impedito che i comuni registrassero il cognome di doppia genitorialità anche a seguito di sentenze, vanno assolutamente rivisti. Nella scorsa Legislatura invece l’attenzione ai diritti è stata fondamentale. E’ stata fatta la legge sul testamento biologico, sulle unioni civili, è stato introdotto il reato di tortura, tutte norme che avevano già dietro sentenze internazionali. Entro il 24 settembre si deciderà sul fine vita ad esempio. Su tante misure che riguardano i diritti ci sono in Parlamento proposte di legge presentate da deputati e senatori del PD ma anche del M5s. Quello dei diritti e dei temi della laicità potrebbe essere un interessante terreno d’incontro con il M5s”.

 

Schillaci: “Prendiamo in mano un Paese frantumato, il cui tessuto sociale culturale e morale è andato in pezzi. Ci sono migliaia di identità e il PD deve ridisegnare la fisionomia della comunità. In quest’ottica una legge sullo Ius Soli e sullo Ius Culturae è fondamentale, per dare i contorni su ciò che vorremo essere. E’ cittadino chi nella comunità politica nasce, cresce e vive. Bisogna combattere le discriminazioni, spieghiamo al Paese che tra diverse culture si può convivere e costruiamo il connubio tra solidarietà e libertà”.

 

Gonnella: “Negli anni passati abbiamo creato tanti tavoli di discussione, anche proficui ma ricordiamoci che l’associazionismo deve mantenersi indipendente dalla politica. Fondamentale poi recuperare la grammatica del rispetto delle relazioni. Il linguaggio violento ad esempio è stato sdoganato con il governo passato. In galera non deve ‘marcire nessuno’ e questa è stata una frase molto diffusa ultimamente. Di fronte alla cronaca penso che i politici non dovrebbero esprimersi così. Una rivoluzione culturale del linguaggio è fondamentale come cruciale è anche assicurare un dialogo tra le diversità”.